Hai dolori diffusi , mal di testa , non riesci a mantenere la concentrazione . Ti stanchi facilmente , nessun riposo riesce a lenire la fatica che si acuisce con il minimo sforzo. Tutti questi sono, in breve, i sintomi della sindrome da fatica cronica , una condizione che non ha una causa ben definita e non è avvalorata da uno specifico test che attesti con chiarezza la patologia. 

Si arriva alla dichiarazione di stanchezza cronica solo dopo aver escluso altre patologie, dopo ever eseguito i più disparati esami, più o meno invasivi, e dopo aver peregrinato da uno specialista all'altro. Solo dopo che tutti i risultati hanno dato esito negativo, si inizia a prendere in considerazione la stanchezza cronica.

La stanchezza che non passa mai 

"E' come svegliarsi con l'influenza che non passa mai" . Questa è la tipica frase che i pazienti affetti da fatica cronica usano per spiegare i sintomi del loro malessere. 

Solitamente sono persone tra i 20 e i 40/50 anni , spesso donne . La loro condizione inizia a presentarsi dopo un' influenza virale i cui sintomi marginali, come fatica , spossatezza sia fisica che mentale, dolori muscolari e articolari , difficoltà di concentrazione , permangono pur essendo risolta l'influenza. Tutti ciò comporta delle limitazioni sia nell'ambito lavorativo , non riuscendo a sopportare la fatica (fisica o mentale) del lavoro che normalmente si svolge, sia nelle relazioni sociali

Sulle cause della fatica cronica, abbiamo detto, i ricercatori non sanno dare una risposta, c'è chi la associa a problemi di carattere psicologico, altri la ritengono una malattia autoimmune innescata da infezioni. 

C'è tuttavia uno studio condotto negli ultimi anni dalla Cornell University di New York che per la prima volta è riuscito ad individuare dei marcatori biologici, presenti nel microbioma intestinale , associabili alla malattia.

Lo Studio

I ricercatori, biologi molecolari e genetisti, hanno preso in esame campioni di sangue e feci di 87 persone , 48 che lamentavano disturbi da fatica cronica e 39 sane. Gli studiosi hanno individuato il DNA per poter risalire alla composizione delle specie batteriche presenti. Il risultato è stato che nei pazienti affetti da fatica cronica le specie batteriche erano ridotte e vi era di conseguenza minore presenza di batteri antinfiammatori

L'infiammazione

Gli studiosi hanno inoltre riscontrato nei campioni di sangue dei pazienti affetti da fatica cronica, e quindi rilasciati da un intestino che non lavora correttamente, dei marcatori biologici di infiammazione . Questi, una volta in circolo nel sangue, potrebbero essere la causa scatenante della reazione immunitaria che è alla base dei sintomi della malattia. Il professor Maureren Hanson , capo dell'equipe che ha condotto lo studio, ha dichiarato -  "Il nostro lavoro dimostra che il microbioma intestinale nella sindrome da fatica cronica è anomalo e che probabilmente provoca sintomi gastrointestinali ed infiammatori i chi ne soffre. Inoltre la nostra scoperta di anomalie biologiche fornisce ulteriori prove contro il ridicolo concetto dell’origine psicologica della malattia".

Test e alimentazione

Sarebbero dunque da escludere qualsiasi forma di nevrosi ipocondriaca o magari di depressione alla base della fatica cronica. La soluzione, secondo lo studio, sarebbe invece da associare ad una semplice anomalia biologica , ben precisa e localizzata nell'intestino. Se questa sarà la direzione giusta, ben presto la lunga lista di esami, spesso volta ad escludere altre patologie, sarà sostituita da test specifici . Infine, con maggiori studi ed arrivando ad una conoscenza completa della patologia, la soluzione potrebbe anche essere solo un regime alimentare appositamente studiato, visto che essa ha origine nell'intestino.