Quante volte ci siamo fatti questa domanda? E quante volte abbiamo dubitato prima di iniziare una cura? Tra poco a risolvere la questione potrebbe pensarci un esame del sangue. La notizia arriva direttamente dall'ANSA che riporta un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, e porta una speranza in più per medici e pazienti.

Alcuni ricercatori Israeliani, in collaborazione con il gruppo Eran Eden della compagnia MeMed, hanno messo a punto un test del sangue in grado di rivelare in appena 2 ore se un individuo ammalato, che presenta una sintomatologia incerta, è stato colpito da un'infezione batterica, o se si tratta invece di un'infezione virale.

La precisazione fa un'enorme differenza poiché nel primo caso si rende necessario l'uso dell'antibiotico, mentre nel secondo caso può tranquillamente essere evitato. I virus infatti, non rispondono a terapia antibiotica, ma spesso nel dubbio i medici la prescrivono ugualmente. Il danno che questo comportamento ha provocato in questi anni è una resistenza farmacologica di alcuni ceppi batterici agli antibiotici più comuni.

Anche se l'industria farmaceutica è alla continua scoperta di nuove molecole in grado di agire contro i batteri queste risorse non sono infinite, per cui la capacità curativa degli antibiotici attualmente in commercio andrebbe preservata il più possibile.

Di contro il ritardo nel somministrare l'antibiotico quando invece è necessario può portare non pochi problemi nella risoluzione di alcune patologie. Con questo test il medico curante avrà una risorsa in più per stabilire la giusta terapia in caso di incertezza.

A questo punto lo step successivo della ricerca è la convalida del test e l'invenzione di un sistema portatile per poter fare il test a domicilio e ottenere risultati ancora più immediati.