L'Italia è il secondo Paese al mondo per longevità dopo il Giappone. Inoltre, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che la vita media aumenta sempre di più ed entro il 2020 il numero di persone anziane nel mondo supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni. Insomma, dati alla mano, il mondo sta invecchiando .

La sfida, dunque, non è riuscire ad invecchiare, ma invecchiare restando arzilli, felici e con buone facoltà mentali. E come si fa?

Innanzitutto bisogna usare il cervello . Sì, avete capito bene, perché il cervello ha la capacità di apprendere, di adattarsi a nuove situazioni e di svilupparsi continuamente. Però va tenuto in allenamento, appunto, continuare ad usarlo per tutto l'arco della vita e non solo in età giovanile durante gli studi. E allora bisogna leggere tanto, studiare le lingue, coltivare hobbies, fare esercizi per migliorare la memoria, comprare la settimana enigmistica, fare meditazione. Alimentare la creatività è fondamentale, perché tramite questa si riesce ad esprimere le proprie potenzialità e a realizzare se stessi. E, badate bene, vale sia per bambini che per i più anziani. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo anche uno stile di vita sano , allora ci siamo assicurati una vita più lunga e, se tutto va bene, anche più interessante.

Inoltre, ci sono alcuni Paesi nel mondo che si sono organizzati per far vivere al meglio e più a lungo i loro anziani. L'idea è stata quella di costruire giardini terapeutici in cui le persone di una certa età, oltre a socializzare, possono fare ginnastica dolce. Questi parchi giochi per anziani hanno infatti due effetti benefici: il primo dal punto di vista fisico e il secondo dal punto di vista mentale.

Mentre in Italia non è semplice trovare parchi per anziani, all'estero sono realtà consolidate. Negli Stati Uniti sono molto in voga, ma stanno prendendo sempre più piede anche in Spagna, Inghilterra e in svariati Paesi del Nord Europa. Al termine dell'articolo potete vedere il video pro invecchiamento attivo girato in Spagna.

E allora in questa società che sta invecchiando costantemente, perché non conciliare la dinamicità dei giovani e l' esperienza dei più vecchi? In fondo, il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada.

 

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