Spesso sentiamo parlare di acido folico e di folati pensando che questi termini siano usati come sinonimi per identificare la Vitamina B9. 

Siamo in molti però a non sapere che in realtà esistono importanti differenze tra l’acido folico e i folati e per capire fino in fondo il modo in cui possiamo trarne benefici vale la pena evidenziarle.

Entrambe fanno parte del complesso vitaminico B9, ma mentre il folato (dal latino folium che significa foglia) indica la vitamina al suo stato naturale, quella contenuta in pratica nelle verdure e nella frutta, l’acido folico è la forma sintetica del folato, quella cioè che ritroviamo negli integratori o negli alimenti arricchiti.

I folati, sono idrosolubili e pertanto vengono assorbiti naturalmente dall’organismo ed immediatamente utilizzabili, grazie al sistema digestivo che li converte e li attiva prima di immettersi nel flusso sanguigno.

L’acido folico invece per poter essere utilizzato necessita della presenza di un enzima specifico chiamato diidrofolato reduttasi che lo converta per renderlo attivo. Questo processo è più lungo e l’organismo impiega più tempo affinchè possa assorbirlo.

Esiste tuttavia un parametro importante che è il fattore di  biodisponibilità, ossia la percentuale di vitamina che effettivamente l’organismo assorbe, e secondo l’Institute of Medicine la biodisponibilità dell’acido folico è maggiore – circa l’85% – rispetto a quella dei folati,  pari circa al 50% di quelli che vengono assunti con l’alimentazione.

Questo spiega l’importanza dell’assunzione dell’acido folico in gravidanza nella prevenzione dei difetti congeniti – soprattutto i difetti del tubo neurale – o per la prevenzione di disturbi e sintomi legati alla carenza di folati come l’anemia o le delle malattie cardiache.

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Ma a cosa servono i folati?

I folati, naturali o di sintesi, svolgono una funzione molto importante per l’organismo ossia partecipano alla formazione di nuove cellule, in particolare le cellule del sangue poichè grazie alla presenza dei folati è possibile la sintesi dell’emoglobina.

Inoltre collaborano alla sintesi del DNA e a quella delle proteine, e rivestono un ruolo importantissimo nella differenziazione e proliferazione dei tessuti in fase embrionale.

Dal punto di vista clinico abbiamo visto che il folati partecipano alla formazione dei globuli rossi prevenendo alcuni tipi di anemia, ma sono essenziali anche per il corretto funzionamento del sistema nervoso, del midollo spinale, del cuore e del sistema circolatorio.

I folati hanno inoltre la proprietà di ridurre i livelli di omocisteina nel sangue, che se troppo elevati possono far aumentare il rischio di ictus, malattie cardiache e malattie vascolari.

Alimenti che contengono folati

I cibi ricchi di folati sono vari, li ritroviamo infatti nei carciofi e negli asparagi lessati, nei cavolini di Bruxell, nei broccoli, negli spinaci, fagiolini, cavolfiori, pomodori pachino e patate.

La frutta che ne vanta percentuali maggiori sono le arance, le fragole, i pompelmi, clementine e frutta secca quali mandorle, pistacchi, noci e nocciole.

Anche i legumi ne sono ricchi, tra questi ricordiamo i piselli, i fagioli, i ceci e le lenticchie.

Nel caso in cui sia necessario un fabbisogno maggiore è possibile ricorrere su prescrizione medica all’assunzione di acido folico attraverso integratori o alimenti arricchiti.

E’ importante comunque non sottovalutare gli effetti collaterali e le controindicazioni che integratori di acido folico hanno, soprattutto nei soggetti affetti da patologie renali o che abusano di sostanze alcoliche. 

L’assunzione di acido folico necessita di monitoraggio medico, in quanto possono verificarsi alcuni effetti indesiderati come insonnia, perdita di appetito, irritabilità, disturbi gastrici e non per ultimo possono interferire con alcuni tipi di farmaci.

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