Nella società moderna sentiamo sempre più spesso parlare di ansia, uno stato emotivo che colpisce purtroppo anche bambini e ragazzi che apparentemente non ne avrebbero motivo. 

Ciò nonostante le continue ’prove’ che ci vengono richieste, le difficoltà a gestire gli impegni in tempi ristretti, la paura di sbagliare o di non essere all’altezza e i conflitti relazionali possono stimolare una serie di risposte individuali che raramente riusciamo a controllare razionalmente.

Ogni persona reagisce agli stimoli ansiogeni in modo diverso, c’è chi riesce a dare voce alle proprie emozioni e a gestirle, e c’è chi invece non riesce a farlo negandole o soffocandole nel proprio mondo interiore.

L’ansia è un campanello d’allarme prezioso che dobbiamo imparare ad ascoltare

L’ansia risiede nella natura dell’uomo e rappresenta un segnale d’allerta che ci offre la possibilità di non farci trovare impreparati di fronte ai pericoli e alle difficoltà della vita. Purtroppo il progresso e lo stile di vita moderno che conduciamo ci ha fatto perdere il contatto collaborativo con questo fenomeno interiore, al punto che oggi rappresenta qualcosa da estirpare, un bagaglio scomodo di cui liberarsi a tutti i costi, un nemico da combattere.

Si assumono psicofarmaci che nella maggiorparte dei casi non sono finalizzati a risabilire l’antico legame con quella parte di noi che ci consente di manifestare disagio, allarme e rifiuto. 

L’ansia viene schiacciata, repressa e per uscire allo scoperto trova infiniti modi di manifestarsi, diversificandosi in forme psichiche di cui tutti abbiamo sentito parlare: dalla sindrome da shopping compulsivo (inesistente fino a trent’anni fa) agli attacchi di panico, dalla fobia sociale ai disturbi ossessivo-compulsivi.

Se vuoi approfondire l’argomento sugli attacchi di panico, potrebbe interessarti: ’ Ansia e Attacchi di Panico: ecco cosa succede al tuo corpo e qualche consiglio per prevenirli’

Ma può scegliere anche un’altra via, più insidiosa forse, quella del corpo, attraverso il quale si manifesta e lancia il suo messaggio per stimolarci a reagire, a resistere e ad affrontare i vari aspetti della quoridianità. L’ansia mediante la somatizzazione ci avvisa che vivere male rappresenta un rischio per la nostra integrità sia fisica che psichica, rivelandoci la sua funzione primaria di allerta.

Tuttavia l’ansia per attirare su di sé l’attenzione e farsi ascoltare non sceglie casualmente organi e tessuti, ma li sceglie in base alla loro funzione e al loro significato simbolico e molti dei sintomi fisici che avvertiamo, per cui la medicina non riesce a trovare una causa, vengono generati dall’ansia che non aveva altro modo di esprimersi. 

E allora ecco che colite, ipertensione, tachicardia possono diventare le ’parole’ attraverso le quali il nostro mondo interiore ci parla.

Ma questi non sono gli unici sintomi, essi variano in base ai 12 organi bersaglio in cui l’ansia decide di abitare quando le nostre emozioni vengono represse o negate:

Difficoltà digestive

Gastrite, acidità, digestione lenta esprimono l’ansia che deriva da un  rifiuto che ci brucia dentro e spesso è riconducibile alle relazioni interpersonali, ad esempio nel nostro ambiente di lavoro o famigliare, qualora non sia di nostro gradimento. Uno stato d’ansia che nasce dalla paura di essere giudicati o di non essere in grado di affrontare la situazione. 

Bruxismo

Digrignare i denti, soprattutto durante il sonno è un sintomo che si presenta quando sentimenti come rabbia, paure o aggressività ancestrale non vengono canalizzati razionalmente o vengono totalmente rimossi.

In questi casi è necessario rivedere le nostre relazioni e il nostro modo di reagire agli eventi.

Ipertensione

Quella che i medici chiamano ipertensione parossistica (quando cioè non esiste una causa apparente) può essere legata ad una somatizzazione dell’ansia allo scopo di richiamare il soggetto ad una minore rigidità nei confronti di se sesso e del mondo circostante. Spesso crediamo, per via delle responsabilità che alcuni ruoli ci richiedono (famigliari o professionali), di non poter esprimere il nostro mondo interiore attraverso le emozioni, per cui le reprimiamo o le nascondiamo, negandoci il leggittimo permesso di manifestarle. In questi casi, dovremmo imparare ad acquisire una maggior flessbilità nei confronti di alcuni schemi mentali troppo rigidi nei quali siamo ingabbiati.

Cistite

L’ansia trattenuta può generare contrazioni dei muscoli vescicali e/o infezioni ricorrenti, soprattutto nelle donne, le quali risultano più soggette a questo tipo di disturbo. 

In questo caso l’ansia che accumuliamo deriva dai sensi di colpa e dalla poca clemenza nei confronti di noi stessi che puntualmente tendiamo a sottoporci a stress eccessivi anche quando non ci vengono richiesti, soprattutto relativi alla sfera affettiva: un tipico esempio è quello di voler portare avanti a tutti i costi una relazione ormai non più consona ai nostri desideri.

Tensione muscolare

La tensione muscolare si genera da un accumulo di energia che nasce da un conflitto tra l’agire e il non agire. La paura che le nostre azioni possano determinare conseguenze gravi agli altri o a noi stessi ci blocca e ci impedisce di agire, oppure ci troviamo in una situazione di disagio o di sovraccarico alla quale stiamo ’resistendo’ da troppo tempo e i muscoli non fanno altro che segnalarcelo.

Rosacea

Questa forma di dermatite che si manifesta su vaste aree del corpo, può avere un origine ansiosa in particolare da scampato pericolo, una sorta di paura retrattiva oppure da un rilascio di tensione cui si è stati sottoposti sopattutto nella sfera relazionale, in situazione di alti livelli di stress emotivo.

Tachicardia

Quando non diamo spazio sufficiente alle nostre emozioni, belle o brutte che siano, non riconoscendole oppure non esprimendole abbastanza, il ’cuore in gola’ ci comunica di cambiare atteggiamento e liberare le emozioni che premono per l’urgenza di uscire.

La tachicardia può subentrare anche nel momento in cui il voler fare troppe cose o volere fare troppo in fretta, genera ansia.

Dissenteria

Questo disturbo in genere si manifesta nel momento in cui percepiamo che una determinata situazione è ingestibile o soverchiante, e ci ’terrorizza’. E’ una delle più antiche manifestazioni dell’ansia, e forse tutti ne abbiamo avuto esperienza magari prima di un esame o un colloquio di lavoro.

Aerofagia

Il parlare in pubblico di un introverso, la logorrea di chi teme i silenzi o la fretta di fare tutto spesso si traduce in un ’mangiare aria’ mentre si parla e si deglutisce. Questo si traduce in un gonfiore addominale che ci avvisa che è arrivato in momento di calmarsi e fare le cose con maggior serenità.

Colite spastica

Questa espressione dell’ansia indica la paura di esagerare che può essere relativa sia ad un evento specifico ma decisivo, oppure interessare diversi aspetti della vita quotidiana. I pensieri sono contratti e si teme il giudizio degli altri, si ha paura di esprimere ciò che si pensa e a manifestare ciò che realmente siamo, una volta ’vuotato il sacco’.