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Pranoterapia: come canalizzare l’energia dei chakra

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La pranoterapia consiste nel canalizzare la vibrazione terapeutica della Terra e dirigerla su persone, animali e piante mediante imposizione delle mani. I test radiestesici e kinesiologici hanno segnalato che la vibrazione specifica di 7,82 hertz emessa dal pianeta, è la più adatta per ottenere effetti terapeutici.

Secondo quanto emerge dai test, non esistono altre energie assimilabili al prana. Il prana si identifica esclusivamente come vibrazione della Terra. 

Il prana non è il campo magnetico terrestre, non è un campo elettrico o elettromagnetico di qualche genere, non è qualcosa che ci viene trasmesso dagli spiriti guida, non è un’energia vitale universale ma, corrisponde semplicemente alla frequenza di 7,82 hertz.

Pranoterapia

La centratura

La centratura nella pranoterapia.

Questo è il procedimento mediante il quale il pranoterapeuta attiva la canalizzazione del prana e si prepara a eseguire il trattamento. Si devono posizionare le mani sul cuore, una accanto all’altra o anche leggermente soprammesse. Successivamente deve cominciare a concentrarsi mentalmente, invocando la Madre Terra e la sua vibrazione benefica. 

Questo procedimento è un atto personale, pertanto può essere adattato alle esigenze e alle sensazioni individuali. È comunque imprescindibile il posizionamento delle mani sul cuore. Non si deve avere fretta. Per raggiungere una sufficiente concentrazione mentale servono diversi minuti.

Il prana viene canalizzato dall’operatore attraverso tutti i suoi chakra, anche se sono maggiormente interessati i centri energetici quattro e sette. Durante la centratura si può visualizzare una luce calda e dorata che sale dalla Terra e viene assorbita attraverso i piedi, i chakra e il corpo del pranoterapeuta, fino a concentrarsi nelle mani.

Un’altra possibilità consiste nell’immaginare di camminare a piedi nudi sull’erba di un prato, sulla sabbia di una spiaggia o in un altro ambiente naturale piacevole. Quali che siano i dettagli, l’importante è entrare in uno stato di rilassamento. Bisogna sentire le mani che si scaldano e che cominciano a formicolare. A questo punto si può procedere con i trattamenti.

Allineamento dei chakra per la canalizzazione pranica

A conclusione della centratura è utile preparare rapidamente i chakra affinché canalizzino meglio il prana. Il termine allineamento non significa “armonizzazione” o “riequilibrio” dei chakra. Canalizzazione significa “adeguamento” o “preparazione”. Quindi, con questo sistema i chakra dell’operatore non vengono armonizzati, ma solo predisposi alla canalizzazione. Si tratta di una piccola meditazione aggiuntiva.

Ci si concentra per qualche istante sul primo chakra, visualizzando il colore rosso e immaginando di inspirare ed espirare il rosso, e che il primo chakra riceve tale colore. 

Si passa quindi al secondo chakra e si visualizza l’arancione, lo si inspira ed espira, poi si fa lo stesso per il terzo chakra e per i successivi. Ciascuno con il proprio colore. 

Come interrompere la canalizzazione pranica

Al termine del trattamento, per chiudere il contatto con il prana e staccarsi dalla persona, si soffia sui palmi delle mani alcune volte. Si sbattono assieme ripetutamente, palmo contro palmo, come se si stesse applaudendo. Poi si lavano le mani con acqua fredda e sapone.

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Potenziare la canalizzazione e la trasmissione pranica

Pranoterapia: come potenziare la canalizzazione e la trasmissione pranica.

Ecco le regole da seguire:

  • Evitare scarpe con suole di gomma e materiali simili (come quelli sintetici);
  • Stare scalzi o con calzature di stoffa;
  • Anche gli abiti devono essere in tessuto naturale (sia per il pranoterapeuta che per la persona);
  • Pranoterapeuta e la persona che si fa trattare devono levarsi tutti i metalli;
  • Il soggetto da trattare non deve indossare giacche con zip;
  • Togliere eventuali cinture ed oggetti presenti nelle tasche;
  • Si deve operare lontano dai campi elettromagnetici (computer ecc);
  • Tenersi ad una distanza di circa 1-2 metri rispetto alla lampada che illumina l’ambiente;
  • Creare un’atmosfera che induca il rilassamento.

Cosa deve fare il pranoterapeuta prima di effettuare correttamente la pranoterapia:

  • Individuare i chakra disarmonici ed applicare su di essi piccoli esemplari di minerali, per aiutare il chakra a canalizzare meglio il prana;
  • Applicare i cristalli nei punti corrispondenti ai chakra.

Pranoterapia: modalità di trattamento

Si comincia a imporre le mani partendo dalla testa, indipendentemente dal fatto che la testa e i chakra 6 e 7 debbano essere trattati. Ciò serve ad indurre il rilassamento e a far si che la persona si disponga a ricevere il trattamento sul corpo.

Conviene quindi applicare le mani sulla fronte, sulla nuca, sulla sommità della testa, su orecchi e tempie, anche muovendole leggermente come si trattasse di un lieve massaggio.

Dopo alcuni minuti, quando ci sembra che l’applicazione sulla testa sia sufficiente, si passa a imporre le mani sui chakra e sulle parti del corpo che devono essere armonizzate.

Se è necessario, bisogna intervenire sui centri energetici posteriori, oppure su organi più facilmente raggiungibili della schiena (come i reni). È bene cominciare la seduta con la persona stesa in posizione prona, cioè a pancia in giù.

Dopo aver lavorato sulla schiena, si chiede al soggetto di girarsi e di sistemarsi a pancia in su, quindi si prosegue il trattamento.

La posizione prona è scomoda per la persona distesa sul lettino. Quindi bisogna evitare di adattarsi più del necessario. La durata media della seduta è di 50-60 minuti. Questo tempo è solitamente sufficiente per operare sia sui chakra anteriori sia quelli posteriori.

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