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Pendolino per Chakra: Ecco come si leggono i Chakra

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Pendolino per Chakra: Come si leggono i Chakra? Imparare a leggere in maniera approfondita le condizione dei chakra con uno strumento di facile utilizzo, come il pendolino, significa capire qualcosa di più di noi, sia sul piano fisico, sia su quello emotivo e psicologico.

Per controllare in una persona quali chakra siano disarmonici e necessitino di un trattamento, il metodo più semplice consiste nell’uso del pendolino. Chi ha dimestichezza con la percezione delle energie sottili potrà usare le mani, passandole su ciascun centro energetico allo scopo di rilevare blocchi, congestioni e alterazioni.

Oppure potrà ricorrere alla visione psichica, sempre che abbia sviluppato le doti di chiaroveggenza necessarie a vedere i corpi sottili, i loro colori, le disarmonie che questi presentano. Per chi invece non è ancora giunto a simili stadi di sensitività, il pendolino rappresenterà un mezzo altrettanto valido.

Pendolino dei Chakra

pendolino per chakra

Il pendolino deve essere di materiale naturale, a punta e simmetrico rispetto all’asse centrale. Per quanto riguarda la lunghezza del filo o della catenella a cui è appeso, si consigliano in genere 10-12 centimetri.

Se il filo è troppo lungo, lo strumento è lento nelle oscillazioni. Tuttavia, tale misura può essere aumentata o diminuita secondo le preferenze di chi lo usa. Si tratta pur sempre di uno strumento personale da calibrare con la propria sensibilità. 

Al momento di acquistare un pendolino bisogna accertarsi che esso sia ben realizzato. In particolare, va osservato da sotto per vedere se il contrappeso è fissato alla catenella in modo da cadere perfettamente in verticale.

Spesso ci si imbatte in pendolini nei quali il contrappeso è stato fissato male e la punta di quest’ultimo non prosegue nella direzione verticale della catenella, ma devia verso destra o verso sinistra. Oltre ad assicurarsi che lo strumento sia fatto a regola d’arte, è necessario verificarne la compatibilità con il soggetto che lo dovrà usare.

Come capire se il pendolo è compatibile con noi

A questo proposito dovremo rimanere per un po’ in ascolto, liberando la mente da ogni altro pensiero. Dovremo concentrarci sul pendolino stesso, cercare di percepire che impressione ci fa lo strumento. In questo modo riusciremo a capire se può essere in sintonia con noi.

Tenendo il pendolino con la mano destra (o sinistra nel caso di mancini), dovremo sospenderlo sul palmo aperto dell’altra mano. Bisogna successivamente creare un vuoto mentale e successivamente domandarsi se esso è congeniale a noi. Dalla facilità a iniziare la rotazione o un’oscillazione lineare (orizzontale o verticale) si può avere un’indicazione sulla compatibilità dello strumento con noi.

Materiale del Pendolino

Il Materiale del Pendolino per leggere i Chakra non è importante, o meglio, è importante per una determinata persona. Mentre potrebbe essere non compatibile con un altro soggetto che pure lo vorrebbe usare. Se si hanno dubbi rispetto alla procedura descritta poco fa, si consiglia di esercitarsi con pendolini di materiale vario. In questo modo, dopo un certo periodo, si riuscirà a scegliere il pendolino giusto. In commercio si trovano pendolini di tutti i tipi: per individuare quello più congeniale bisognerebbe farseli testare uno a uno da una persona esperta in radiestesia o nei test kinesiologici.

Come scegliere il pendolino

Prima di adoperare il pendolino per leggere i chakra è importante creare il vuoto mentale. Liberando la mente da qualsiasi aspettativa circa l’esisto del test, e sottraendoci all’influenza che il lato razionale della coscienza potrebbe esercitare spingendoci a voler ottenere un tipo di oscillazione piuttosto che un altro.

Dobbiamo mantenerci mentalmente neutrali circa la condizione del chakra che stiamo testando. Il codice di risposta del pendolino è personale: le oscillazioni o le rotazioni corrispondenti al “si” e al “no” variano da operatore a operatore. Pertanto, per prima cosa conviene esercitarsi ponendo allo strumento domande di cui si sa con certezza che la risposta è “si” e domande a cui è possibile rispondere solo “no”.

Dopo una serie di esercizi di questo tipo si potrà stabilire con certezza quali siano i propri codici personali di risposta in senso affermativo e in senso negativo. Tenendo presente che le oscillazioni possono essere solo quattro: 

  • Rotazione in senso orario;
  • Rotazione in senso antiorario;
  • Oscillazione orizzontale;
  • Oscillazione verticale.

Oscillazioni ellittiche o diagonali non vengono prese in considerazione. Nel caso si rafforzi la concentrazione mentale ripetendo più volte, con fermezza, di voler escludere i movimenti dello strumento non compresi nei quattro punti sopra.

Riassumendo: il “sì” non deve essere per forza indicato da un cerchio in senso orario, può anche corrispondere a uno degli altri tre movimenti. Lo stesso dicasi per il “no”, che per alcuni radiestesisti equivale per esempio a un’oscillazione in linea retta.

Analisi dei Chakra con il pendolino

Come leggere i chakra

Non è necessario tenere il pendolino vicino al chakra da indagare. Si può anche tenerlo a distanza e indicare il centro energetico con il dito indice dell’altra mano. L’analisi dei chakra può essere condotta con la persona in piedi o seduta, anziché distesa sul lettino. La cosa importante non è la posizione ma la concentrazione mentale dell’operatore e la volontà di ottenere una risposta.

Nell’attesa che il pendolino inizi a muoversi, bisogna restare concentrati sul chakra in oggetto. Bisogna ripetere mentalmente o a voce alta una frase del tipo “qual è la condizione di questo chakra? Attendo la risposta”. Se l’operatore non stabilisce a priori che vuole indagare lo stato di un chakra in un determinato livello dell’aura, la risposta del pendolino si riferirà a quel chakra nel suo complesso. 

Se lo strumento segnala un “si” significa che il chakra è armonico. Al contrario, se segnala un “no” vuol dire che è disarmonico. Non è importante approfondire la problematica relativa ai chakra, la cosa fondamentale è riuscire a risolvere lo squilibrio attraverso alcuni metodi.  Se si desidera acquisire ulteriori informazioni è possibile porre al pendolino domande successive, aiutandosi con quadranti specifici.

Consigli per l’analisi dei Chakra

Se il pendolino per i chakra indica che un vortice energetico è disarmonico, significa che questo non metabolizza bene l’energia del campo universale. Da questo si può dedurre che le esperienze psicologiche e i sentimenti relativi a quel chakra non sono equilibrati.

Pertanto, la persona sarà caratterizzata, in quell’area, da idee e da situazioni negative, che a lungo andare potrebbero creare malattie e sintomi psicofisici.

Quando si esegue l’analisi dei chakra si ricordi anche di specificare, mentalmente o a voce alta, che si richiede la lettura costituzionale di ciascun centro energetico, intendendo con questo termine la condizione tipica, continua, ripetuta nel tempo dei chakra della persona in relazione alla costituzione di quest’ultima. Cioè in relazione al suo modo di essere, alla sua personalità.

Bisogna infatti distinguere se si vuole conoscere lo stato dei vortici sul momento oppure la condizione profonda, costituzionale, legata ai problemi caratteriali ed evolutivi del soggetto.

Possiamo trovare per esempio un quarto chakra anteriore (correlato alla capacità di amare) che solitamente funziona bene, ma che nel momento in cui viene effettuato il test, soffre di uno squilibrio passeggero imputabile ad un litigio avvenuto poco prima, che ha lasciato tracce di frustrazione a livello del cuore. Pertanto è opportuno specificare, subito prima di utilizzare il pendolino, se si desidera una lettura della situazione profonda o della condizione attuale.

Quando si esegue la lettura dei centri energetici di un’altra persona bisognerà quindi ricordarsi di integrare le informazioni ricevute dal pendolino con un colloquio relativo alle sensazioni e ai problemi che tale persona lamenta.

L’analisi del Chakra su se stessi

Il pendolino per chakra può anche essere utilizzato su se stessi, ma bisogna tenere presente che è molto difficile capire qualcosa di sé piuttosto che qualcosa di un’altra persona. Si avranno infatti maggiori probabilità di non essere obiettivi e, quindi, sarà più facile influenzare il pendolino facendogli compiere oscillazioni che non sono veritiere.

Per leggere da soli la condizione dei propri chakra, si deve procedere nel modo seguente:

Stando in piedi in un luogo tranquillo, a gambe leggermente divaricare e con i piedi ben saldi sul pavimento, si tocchi con la mano libera dal pendolino il punto in cui ciascun chakra si colloca sul corpo fisico.

Quindi, per i vortici posteriori si dovranno toccare i punti corrispondenti sul retro del corpo. Il pendolino va tenuto nell’altra mano, sospendendolo davanti a sé in modo da poterlo vedere bene. Successivamente bisogna creare il vuoto mentale. Quindi bisogna concentrarsi sulla frase “qual è la condizione di questo chakra?Attendo la risposta”. 

Il pendolino, dopo un po’, inizierà ad oscillare. Va osservato per qualche momento, in modo da essere sicuri della sua risposta. Annotate su un foglio di carta il risultato del pendolino. Per avere la certezza che il chakra si trovi davvero nella condizione segnalata dal pendolino, sarà opportuno ripetere la lettura per alcune volte consecutive, in giorni diversi.

Una volta individuati i centri energetici disarmonici, si può procedere alla scelta dei rimedi più adatti a riequilibrarli. 

Come riequilibrare i chakra 

Per i vortici dal secondo al sesto compresi, che presentano quindi un aspetto anteriore e uno posteriore, si consideri che spesso bisogna agire anche sui chakra posteriori per promuovere un riequilibrio energetico completo. I chakra posteriori vengono trattati con le stesse modalità di quelli anteriori, ma il soggetto dovrà stare sdraiato sul ventre. 

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