Il cibo rappresenta il punto cardine sul quale si fondano tutti i processi biologici che assicurano all’organismo la sopravvivenza. Ma non basta. Sappiamo inoltre che il nostro benessere e la nostra salute sono strettamente correlati al tipo di alimentazione che seguiamo e che la qualità del cibo di cui ci nutriamo merita tutta la nostra attenzione.

’Noi siamo quello che mangiamo’ asseriva Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco, e mai come ora questa affermazione calza alla perfezione. 

E’ pur vero che relativamente ad alcuni alimenti, nel corso degli anni le teorie sui loro possibili benefici sono state spesso contrastanti, creando in noi non poca confusione. Basti pensare alle uova, al burro, al caffè, solo per citarne alcuni. Tuttavia, sono sempre di più gli studiosi che si prodigano per fare chiarezza nel tentativo di rassicurarci, numeri e dati statistichi alla mano.

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Un recente studio, condotto da due ricercatori americani dell'Università del Vermont di Burlington, e pubblicato su PLOS ONE , dimostra ad esempio la correlazione che esiste tra il consumo abituale di peperoncino (e cibi piccanti) e mortalità, evidenziando come si riduca del 13% il rischio di decesso per ictus e malattie cardiache .

I dati raccolti dallo studente Mustafa Chopan e dal professore di medicina Benjamin Littenberg, analizzando più di 16.000 soggetti di età superiore ai 18 anni per un periodo di 23 anni, avvalorano un precedente studio condotto in Cina e pubblicato nel 2015 che metteva in risalto i potenziali benefici delle spezie sulla salute. 

Pur non essendo ben chiaro il meccanismo di azione, sembra essere la capsaicina, una molecola contenuta nel peperoncino rosso che gli conferisce la tipica piccantezza, ad avere il merito di allungare la vita .

Questa sostanza infatti, oltre ad avere proprietà antibatteriche che agiscono indirettamente sulla salute preservando la flora intestinale, riveste un ruolo molto importante nella prevenzione dell ’obesità , e nella regolazione del flusso sanguigno a livello delle coronarie .