Il lievito è un ingrediente di fondamentale importanza quando si preparare il pane, la pizza, una torta, la birra , e tanti altri prodotti alimentari che fanno parte della nostra vita quotidiana. Forse però non ti sei mai soffermato a chiederti quanti tipi di lievito esistono , quali sono le differenze tra di loro, e se possono avere degli effetti collaterali .

La risposta a quest’ultimo interrogativo è, purtroppo, sì: anche i lieviti possono causare intolleranze e quindi dare diversi disturbi di salute tanto che si deve decidere di eliminarli dalla propria dieta. Però di solito si è intolleranti o allergici solo ad un tipo di lievito: dunque se ne può utilizzare un altro.

Per questo è bene sapere quali sono i lieviti che possiamo usare per preparare le nostre ricette, e quali sono le loro caratteristiche. Oggi noi ti spiegheremo le tre principali categorie di lievito : i primi due sono naturali, il terzo invece è chimico.

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IL LIEVITO DI BIRRA

Il lievito di birra si ha da un insieme di funghi chiamati Saccaromyces cerevisiae i quali interagiscono con gli zuccheri presenti nell’impasto, creando anidride carbonica e alcol . Da questo processo, chiamato fermentazione , derivano l’aumento di volume della massa e le bolle di aria al suo interno.

Il lievito di birra è molto comune , si può acquistare fresco o in polvere e purtroppo può causare intolleranze, per aggirare le quali si possono usare il lievito madre o il lievito chimico.

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IL LIEVITO MADRE

Il lievito madre è il tipo di lievito più antico che esiste. Si ottiene da un pezzetto di massa già precedentemente lievitata e dunque si può anche fare in casa, ed è detto anche pasta acida. Qui puoi leggere il procedimento per farlo con le tue mani. Crea bolle di aria più piccole e regolari del lievito di birra.

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Un impasto fatto con lievito madre è di solito altamente digeribile ma anche questo lievito può causare allergia. A questo punto, non resta che ricorrere al lievito chimico.

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IL LIEVITO CHIMICO

Il lievito chimico può essere ottenuto mescolando diversi agenti , di solito uno acido e uno basico . Ad esempio, può derivare dall’unione di cremor tartaro (tartrato acido di potassio) con bicarbonato di sodio,  ammonio o ammoniaca per dolci.

Questi composti ottengono lo scopo di far fermentare gli impasti, e sono spesso uniti anche all’amido di mais per permetterne la lunga conservazione. Per legge sono classificati come additivi alimentari .

Se sei intollerante ai lieviti chimici, usa il lievito madre, in assoluto il più naturale. Quando acquisti un prodotto lievitato, leggi sempre bene gli ingredienti per scoprire che tipo di lievito è stato usato al suo interno.