Conosciamo bene l’aglio e tutte le sue eccezionali virtù, ma diciamocelo chiaramente, per quanto buono e salutare possa essere, il persistere del suo odore in bocca spesso ci porta a doverlo eliminare dal piatto, soprattutto se siamo in dolce compagnia e si prevede un finale...al bacio. Ecco allora che nel 2004 in Corea viene sperimentata la variante nera dell’aglio (black allium) che, a quanto pare, non lascia alcuna traccia di sé sull’alito, anzi sembra che abbia un retrogusto al sapore di liquirizia. Tutto ciò mantenendo peraltro inalterate le proprietà benefiche del classico aglio bianco. Ma andiamo per ordine e vediamo come i coreani sono riusciti ad ottenere l’aglio nero.

 

Come nasce l’aglio nero?

L’aglio nero, contrariamente a quanto si possa pensare a primo acchito, non proviene da mutazioni genetiche o alterazioni di sorta, né tanto meno è un ibrido, ma nasce più semplicemente da un processo di fermentazione naturale dell’aglio bianco. Di fatti se guardate la foto potere vedere chiaramente che la parte esterna è bianca, mentre sono solo gli spicchi ad essere neri. In poche parole l’aglio bianco fresco viene messo a fermentare per 30 giorni in un ambiente a temperatura ed umidità controllate, poi viene fatto ossidare ad una temperatura di 30 gradi per altri 45 giorni, senza che vengano aggiunti additivi o conservanti, né muffe o lieviti.  Tutto il procedimento dura circa 70 giorni, ma il risultato finale vale l’attesa.

Durante tutto questo tempo gli spicchi dell’aglio iniziano ad ammorbidirsi, diventando quasi gommosi, e ad assumere il caratteristico colore nero. Nel contempo perdono quel sapore pungente tipico dell’aglio bianco per mantenere un gusto più delicato simile all’aceto balsamico o alla salsa si soia.

Proprietà benefiche dell’aglio nero

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che, durante questo naturale processo di fermentazione, l’aglio nero aumenti alcune proprietà benefiche già presenti nella variante bianca, diventando in tal modo il migliore integratore naturale.

  • Anche se i quantitativi di allicina sono un po’ diminuiti riducendo così l’effetto antibatterico, aumentano gli antiossidanti che proteggono il cuore e contrastano i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento; in tal modo diminuisce anche l’incidenza tumorale.
  • La presenza di calcio è ben 7 volte maggiore rispetto all’aglio bianco.
  • L’aglio nero migliora il processo metabolico del glucosio rendendolo adatto, se non indicato, a pazienti affetti da diabete.
  • Riduce l’affaticamento aumentando la resistenza e la forza fisica.
  • Diminuisce i livelli di colesterolo grazie alla presenza di un composto fosforoso (SAC) facilmente assimilabile dall’organismo.
  • Il quantitativo di fosforo è il doppio rispetto alla variante bianca.
  • Dona giovamento nel trattamento della psoriasi.
  • Diminuisce notevolmente i tempi di guarigione dal raffreddore.

Vedete bene quindi che l’aglio nero ha notevoli benefici sul nostro organismo, ma senza avere il fastidioso problema dell’alitosi, l’unica difficoltà sarà nel reperirlo. L’aglio nero difatti non è ancora molto diffuso nel nostro Paese, largamente consumato nelle zone asiatiche, è stato presentato in Spagna al Salone Alimentare di Barcellona nel 2012, ma è ancora poco diffuso in Europa. Probabilmente qualche negozio online specializzato è già in grado di proporlo, o magari alcuni negozi bio più forniti e che amano andare alla ricerca delle ultime novità sono in grado di reperirlo. Ma con un po’ di pazienza credo che presto lo troveremo anche sui banchi dei supermercati, ed allora saremo preparati ad accogliere questo nuovo modo d’intendere l’aglio.