Molte delle bevande che generalmente tendiamo a consumare includono una certa quantità di zuccheri e dolcificanti artificiali che risultano essere nocivi per l’organismo.

L’acqua gassata zuccherata ad esempio, o i succhi di frutta industriali, spesso vengono sostituiti alla normale acqua potabile in quanto ritenuti più dissetanti e appetibili per il palato.

Niente di più sbagliato: l'acqua infatti è la bevanda più sana e dissetante che esiste!
Ma se proprio non riusciamo a fare a meno di cercare alternative all'acqua, possiamo provare con un té all’Ibisco o carcadè.


L ’Hibiscus , in particolare la specie Hibiscus Sabdariffa, è una pianta della famiglia Malvaceae che cresce nei paesi con climi caldi.

La parte della pianta utilizzata per la bevanda è il fiore, il quale una volta essiccato viene appunto utilizzato per fare un tè color rosso rubino.


Le origini di questa bevanda sono antiche, si sa che furono i faraoni in Egitto ad utilizzarla (ancora oggi in Egitto il suo consumo è elevato), anche se sono moltissime le culture un po’ in tutto il mondo dove ne hanno fatto uso: Europa, Africa, Cina, America centrale, non solo come semplice bevanda ma anche per le sue proprietà medicamentose.
Parlando appunto dei benefici che apporta all'organismo, grazie ad un alto contenuto di vitamina C, minerali e antiossidanti, il tè all’Ibisco è riconosciuto dalla scienza come un rimedio contro l’insonnia , problemi nervosi, lievi problemi cardiaci, e contro le infiammazioni.



Studi recenti dimostrano come l’Hibiscus Sabdariffa possieda proprietà antipertensive, aiuta cioè ad abbassare la pressione sanguigna senza effetti collaterali, riducendo il rischio di ictus e infarto.

Inoltre le sue proprietà antiossidanti e di protezione nei confronti del fegato, oltre a quelle di prevenzione dell’obesità, hanno contribuito a rendere nota questa bevanda anche in Italia.