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Trifoglio rosso: proprietà e controindicazioni

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Il trifoglio rosso è un fitoestrogeno naturale, che viene solitamente impiegato per: abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, prevenire l’osteoporosi e contrastare i radicali liberi.

Il nome scientifico della pianta del trifoglio rosso è Trifolium Pratense. Quest’ultima è una pianta perenne molto diffusa e coltivata come erba da foraggio in diverse parti del mondo.

I benefici del trifoglio rosso spaziano dall’estetica alla salute. Come tutte le piante officinali, è sempre meglio chiedere il parere del medico prima di intraprendere qualsiasi tipo di terapia o assumere integratori per periodi prolungati. 

Le proprietà del trifoglio rosso

trifoglio rosso

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Il trifoglio rosso vanta di moltissime proprietà tra cui:

  • È una ricca fonte di: calcio, cromo, magnesio, fosforo, potassio, niacina, silicio, tiamina e vitamine A, B12, E, K e C;
  • È utile per contrastare affezioni delle vie respiratorie;
  • Ha un effetto benefico anche su disturbi come diarrea, gastrite ed inappetenza;
  • Aiuta a curare e a prevenire l’osteoporosi;
  • Abbassa i livelli di colesterolo cattivo e favorisce i livelli di quello buono;
  • È utile per prevenire malattie cardiovascolari;
  • Contiene cumarine: delle sostanze utili a mantenere il sangue pulito e fluido;
  • Migliora la circolazione sanguigna;
  • Limita lo sviluppo della iperplasia prostatica benigna;
  • È in grado di alleviare i sintomi della sindrome premestruale
  • Grazie al suo effetto antiossidante è in grado di contrastare i radicali liberi;
  • Ha effetti positivi sulla fertilità;
  • La presenza di isoflavoni rende il trifoglio rosso un rimedio eccellente contro i disturbi della menopausa;
  • Aiuta a mantenere il corretto equilibrio ormonale;
  • Aiuta a smettere di fumare.

Quando viene utilizzato il trifoglio rosso

In fitoterapia il trifoglio rosso viene utilizzato per combattere:

  • Bronchite, tosse e affezioni alla vie respiratorie; 
  • Mal di testa: poiché contrasta la vasocostrizione migliorando l’ossigenazione sanguigna;  
  • Malattie della pelle: come eczemi e psoriasi. Il trifoglio rosso stimola la produzione del collagene e di conseguenza stimola la guarigione dell’epidermide;
  • Il colesterolo alto: gli isoflavoni sono in grado di ridurre i livelli di colesterolo cattivo;
  • Gastrite e dolori allo stomaco: grazie alle sue proprietà antinfiammatorie è in grado di donare sollievo alle pareti della muscosa gastrica.
  • Vampate e sintomi della menopausa

Come si usa il trifoglio rosso

infuso di trifoglio rosso

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Il trifoglio rosso si può trovare in forma secca, in polvere o in capsule. La forma secca si utilizza solitamente per preparare infusi e bevande, utili per contrastare i disturbi legati all’apparato gastrointestinale e all’apparato respiratorio. 

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Può anche essere usato come impacchi per uso esterno, da applicare direttamente su eczema, acne e psoriasi. Nella tradizione popolare, gli impacchi di trifoglio rosso venivano usati per far cicatrizzare le ferite, assieme alla lavanda. Lavare le parti infiammate con l’infuso o applicare una benda bagnata, più volte nell’arco della giornata, donerà un grandissimo sollievo alla cute.

Non ci sono informazioni precise sul dosaggio di trifoglio rosso, ma solitamente si consiglia dai 1000 ai 3000 mg al giorno di polvere. Mentre se si utilizza il trifoglio standardizzato viene consigliato a 40-80 mg di isoflavoni. Se si opta per le capsule, invece, basterà leggere il dosaggio consigliato sulla confezione (solitamente una capsula al giorno). Fatevi sempre consigliare dal vostro medico per non eccedere con le dosi raccomandate in modo tale da evitare spiacevoli effetti collaterali.

Controindicazioni

La dose consigliata di trifoglio rosso spesso dipende da età, stato fisico e al tipo di problema a cui si deve far fronte. Nel caso in cui ci fosse un iperdosaggio di trifoglio rosso, potrebbero manifestarsi: nausea, eruzioni cutanee, mal di testa, dolori muscolari e sanguinamento vaginale.

È assolutamente sconsigliato l’uso del trifoglio in presenza di emorragie, endometriosi, cancro alla mammella, cancro dell’utero, fibroma uterino, interventi chirurgici, gravidanza e allattamento. 

Nonostante non esistano test specifici, si pensa che i fitoestrogeni del trifoglio rosso, possano aumentare il rischio di sviluppare coaguli di sangue e la probabilità di sanguinamento, peggiorando la situazione dei casi sopra citati. 

Bisogna inoltre prestare particolarmente attenzione se si utilizzano: contraccettivi a base di estrogeni, farmaci anticoagulanti e farmaci antitumorali. I principi attivi del trifoglio rosso potrebbero interagire con il contenuto presente in questi farmaci. Ecco perché è sempre consigliato chiedere un parere ad un professionista.

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