La vescica è un organo dalla grandezza di un pompelmo, che funziona da contenitore per le urine prodotte dai reni: la sua struttura anatomica le consente di adattarsi con facilità alla quantità che dovrà raccoglierne. 

Tale quantità è molto variabile ed è relativa principalmante a quella dei liquidi che vengono assunti. Si stima che una vescica sana sia in grado di contenere circa 300-400 millilitri di urine durante il giorno e 800 durante la notte. 

La vescica è collegata ai reni attraverso due ’tubicini’chiamati   ureteri allinterno dei quali passano le urine prodotte dai glomeruli renali, le strutture funzionali dei reni,  a seguito di un accurato lavoro di filtraggio del sangue. Le sostanze di rifiuto, altrimenti tossiche per l’organismo, vengono poi eliminate assieme alle urine attraverso la minzione .

Lo stimolo di urinare inizia ad essere avvertito quando la vescica risulta essere riempita già al 25% della sua portata massima. 

Non sempre però è possibile per diverse ragioni, assecondare questo stimolo. Anzi spesso rimandiamo il momento della minzione perchè siamo impegnati in altre attività, o semplicemente per pigrizia pur avendo a disposizione una toilette.

Trattenere le urine troppo a lungo però aumenta il rischio di insorgenza di alcune condizioni cliniche che possono con il tempo cronicizzarsi e causare seri disturbi. 

Vediamo quelli più comuni:

Infezioni del tratto urinario

Trattenere le urine troppo a lungo ne determina un accumulo all’interno della vescica. Tale condizione causa una pressione maggiore ai danni dei reni che svolgeranno la propria funzione con più difficoltà. Inoltre, soprattutto nelle donne, le quali possiedono gli ureteri più corti rispetto agli uomini, il ristagno di urine favorisce l’insorgenza della cistite interstiziale e delle infezioni renali.

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Disturbi della minzione

Rimandare abitualmente l’ emissione di urine può condurre ad un difetto nel meccanismo di feedback relativo allo stimolo della minzione: il cervello ha difficoltà a captare il segnale che la vescica piena gli rimanda e tale condizione ci impedisce di avvertire in maniera corretta lo stimolo di urinare.

La diretta conseguenza di questo deficit conduce a lungo andare al’ incontinenza urinaria .

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Per questi motivi gli urologi sconsigliano vivamente di trattenere le urine troppo a lungo e spiegano che il momento della minzione può essere posticipato al massimo per un’ora. 

Rimandare in maniera ripetuta e continuativa l’emissione di urine determina una eccessiva espansione della vescica che con il tempo avrà sempre maggiori difficoltà a svuotarsi completamente influenzando la corretta funzionalità renale.

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