L’ apparato digerente è un sistema complesso di organi che nell’insieme,  permettono all’organismo di digerire gli alimenti, metabolizzare i principi nutritivi ed eliminare le sostanze di rifiuto, attraverso le feci.

Riassumere tutte le funzioni del sistema digerente in poche righe è difficile, tuttavia sappiamo che gli organi che lo compongono sono l’esofago, lo stomaco, l’ intestino , il fegato e il pancreas. Il loro corretto funzionamento ci assicura il benessere necessario per vivere in salute , ma se anche solo uno di questi organi presenta una disfuzione , ecco che iniziamo ad avere problemi di digestione , di malassorbimento  , di  stipsi o diarrea .

Capire se il tratto digerente non sta funzionando come dovrebbe, ci rende possibile intervenire prima che si verifichino danni più seri per la salute , per questo è importante non trascurare alcuni sintomi, in quanto sono   strettamente legati a patologie che interessano gli organi digestivi e  ne indicano un disturbo.

SINTOMI CHE INDICANO UN DISTURBO ALL’APPARATO DIGERENTE

Bruciore di stomaco

Per alcuni avvertire sporadicamente una sensazione di bruciore alla bocca dello stomaco non è un sintomo che desta preoccupazione, soprattutto se sopraggiunge in seguito ad un pasto abbondante e ricco di spezie irritanti,  ad esempio il peperoncino.

Anche in particolari condizioni, come durante la gravidanza , il bruciore gastrico perlopiù   durante l’ultimo trimestre,   può essere considerato un sintomo normale, come l’ acidità, la nausea o il vomito. Questo accade poichè il cardias , la valvola posta tra stomaco ed esofago che normalmente si chiude per impedire ai succhi gastrici di risalire, durante la gestazione   ha una tenuta minore.

Se però il bruciore di stomaco è cronico, si manifesta cioè di frequente e prescinde da queste condizioni, è il caso di intervenire informando il proprio medico e pianificando con lui una serie di controlli clinici, finalizzati a diagnosticare l’eventuale presenza di una patologia infiammatoria come la gastrite o la malattia da reflusso gastroesofageo .

L’azione ripetuta dei succhi gastrici sulla mucosa dello stomaco o dell esofago , determina una flogosi e una  irritazione che si manifestano appunto con il bruciore :  nel caso ad esempio della malattia da reflusso   questo sintomo può essere associato al dolore toracico , difficoltà a deglutire o tosse .

Cosa fare in caso di bruciore di stomaco? La prima cosa da fare è sicuramente intervenire sull’ alimentazione eliminando cibi e bevande irritanti come il caffè, gli alcolici e le spezie e prediligere pasti più leggeri, ricchi di fibre che non influiscono sull’ acidità di stomaco e poveri di grassi .

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Dolore e gonfiore addominale. Diarrea

Diarrea , gonfiore   e dolore addominale, sono sintomi generici che vanno ovviamente contestualizzati. Se questi sintomi presentano una insorgenza acuta, come nel caso di una infezione virale o batterica, o se  si manifestano immediatamente dopo aver mangiato alcuni alimenti, possono rivelare una intossicazione alimentare , pertanto se il dolore è forte e le scariche sono numerose è bene consultare immediatamente un medico per non incorrere in rischi più seri. 

Anche il gonfiore addominale spesso è attribuibile al tipo di alimentazione e preso da solo non è preoccupante se non per il fastidio che causa. Basterà seguire una dieta adeguata e un regime alimentareche limita la formazione dei gas instestinali .

Tuttavia questi sintomi , se avvertiti nel tempo possono nascondere una malattia infiammatoria cronica a carico dell’ intestino , come nel caso del morbo di Crohn o la sindrome del colon irritabile (colite una infiammazione piuttosto comune, che interessa il secondo tratto dell’ intestino crasso  (colon) 

Stpsi cronica

Secondo i medici la stitichezza cronica è un problema frequente che affligge la popolazione dei Paesi sviluppati, dove il progresso e la sedentarietà influiscono maggiormente sulle funzioni dell’ apparato gastrointestinale. 

Il tipo di alimentazione non sempre è equilibrato e sano, i ritmi sono frenetici, i pasti vengono consumati con fugacità e lo stile di vita è prevalentemente sedentario . Questi fattori influiscono negativamente sulla motilità intestinale e sui processi digestivi e pertanto la regolarità della defecazione ne risulta compromessa.

Tuttavia al di là delle abitudini alimentari e dallo stile di vita, la stipsi può essere sintomo di alcuni disturbi, soprattutto se intervallata da episodi diarroici, se si prolunga oltre le due settimane e se è associata a dolore addominale , nausea e vomito.

Consultate un medico se si verificano queste condizioni: potrà suggerirvi il tipo di alimentazione corretta, prescrivervi dei farmaci lassativi o indirizzarvi da un gastroenterologo per una valutazione più approfondita.

Sintomi da intolleranza alimentare

La presenza di gonfiore addominale, diarrea alternata a stipsi, dolore, crampi , perdita di peso e persino irritabilità e mal di testa, sono sintomi di un quadro clinico legato alle malattie di malassorbimento come la celiachia una patologia autoimmune da intolleranza al glutine   o ad allergie  nei confronti di alcuni alimenti , ad esempio il latte, le uova o i pomodori. 

Pesantezza di stomaco e difficoltà digestive

Se questa condizione si manifesta in seguito ad un  pasto copioso e particolarmente pesante da digerire, beh sarà sufficiente ricorrere ad un digestivo per risolvere il disturbo.  

Ma se questi sintomi si associano a dolore nella parte superiore destra dell’addome, pancia gonfia ,  nausea o vomito , è possibile vi sia la presenza di un disturbo epatico o di una calcolosi biliare,  dove la formazione di un piccolo calcolo all’interno della colecisti o dei dotti biliari può interferire con i normali processi digestivi .

Oltre alle manifestazioni sopra descritte è importante osservare anche  la presenza di altri sintomi che non vanno ignorati, bensì sottoposti all’attenzione del proprio medico curante:

  • Dimagrimento improvviso
  • Consistenza e colore delle feci
  • Presenza di sangue nelle feci
  • Episodi frequenti di vomito
  • Sudorazione eccessiva
  • Meteorismo

C’è da precisare che alcuni di questi sintomi posso comparire anche a seguito dell’assunzione di farmaci o di terapie prolungate, pertanto è opportuno anche in questo caso segnalarlo al proprio medico.