Ogni cellula, tessuto, organo per poter svolgere le proprie funzioni vitali necessita di nutrimento e di ossigeno.  Il nutrimento viene assicurato loro attraverso l’alimentazione che deve contenere tutti i principi nutritivi necessari a soddisfarne il fabbisogno giornaliero, mentre l’ossigenazione viene garantita attraverso la respirazione.

Ma come fa l’ossigeno dai polmoni a raggiungere le cellule?

L’ossigeno contenuto nell’aria che respiriamo una volta giunto nei polmoni viene trasportato a tutti i distretti dell’organismo grazie alla presenza dell’ emoglobina contenuta nei globuli rossi. 

L’ emoglobina è una proteina di colore rosso che ha una struttura chimica molto particolare: è composta da quattro catene polipeptidiche e da un complesso denominato eme al centro del quale è contenuto un atomo di ferro . E’ proprio grazie al ferro che avvengono gli scambi gassosi in quanto a livello polmonare è in grado di legare a sè l’ossigeno e trasportarlo con la circolazione sanguigna ai tessuti e ai quali viene ceduto.

L’emoglobina viene sintetizzata all’interno degli eritroblasti nella fase iniziale del processo di eritropoiesi, quando cioè i globuli rossi non sono ancora maturi, per continuare ad essere presente all’interno degli eritrociti durante tutto il loro ciclo vitale.

La quantità di emoglobina presente nel sangue deve rientrare in un range di valori considerati normali, affinchè non si verifichino disturbi e conseguenze più o meno gravi sulla salute.

Valori normali dell’emoglobina (Hg)

Per valutare i livelli di emoglobina nel sangue è sufficiente un semplice prelievo, chiamato esame   emocromocitometrico ( o più comunemente emocromo)  , col quale si andrà ad analizzare anche la quantità dei globuli rossi e di altre cellule ematiche, come i globuli bianchi e le piastrine.

La quantità di emoglobina nel sangue varia in base al sesso e all’età, comunque in un soggetto adulto i valori normali di riferimento sono i seguenti:

Donna : 12.3-15.3 (media 13.8) g/dl

Uomo : 14.0-17.5 (media 15.7) g/dl

Una lieve variazione di questi valori non deve destare preoccupazioni, soprattutto in assenza di sintomi, mentre per una concentrazione di emoglobina inferiore ai 10g/dl si rendono necessari ulteriori approfondimenti clinici.

C’è da dire che nel caso in cui venga prescritto il monitoraggio dell’emoglobina nel tempo, è consigliabile rivolgersi sempre allo stesso laboratorio analisi, in quanto i suddetti valori possono oscillare a seconda dei macchinari che vengono utilizzati e mostrare così delle discrepanze anche importanti, tra un emocromo e l’altro.

Emoglobina bassa (anemia): quali sono le cause?

I valori di emoglobina possono abbassarsi anche in assenza di una patologia specifica, ossia quando è presente una anemia transitoria a seguito di un   intervento chirurgico, un sanguinamento (ad esempio le mestruazioni o epistassi ) ouna emorragia   e più in generale, quando non esistono fattori che interferiscono sulla normale sintesi dell’emoglobina e sulla produzione o distruzione disfunzionale dei globuli rossi .

Qualora la quantità di emoglobina sia costantemente al di sotto dei valori normali ed è accompagnata da una sintomatologia clinica, è molto probabile che la carenza di emoglobina  sia secondaria ad una delle seguenti patologie:

  • carenza di ferro
  • carenza di vitamina B
  • patologie renali
  • splenomegalia in cui si verifica un’aumentata distruzione (o emolisi ) dei globuli rossi ad opera della milza
  • ipotiroidismo
  • febbre reumatica
  • endocardite
  • leucemia
  • malnutrizione
  • mieloma multiplo

Anche durante la gravidanza i valori dell’emoglobina possono subire delle oscillazioni e abbassarsi, pertanto è opportuno verificarne la concentrazione nel sangue secondo i protocolli standard.

Sintomi dell’emoglobina bassa (anemia)

Molti dei sintomi legati all’anemia possono essere riconducibili anche ad altri disturbi, per questo è importante eseguire una diagnosi differenziata alloscopo di escludere patologie a carico di altri organi. 

La diminuzione dell’emoglobina circolante, come già detto è facilmente individuabile attraverso dei comuni esami del sangue : oltre all’emocromo il medico potrà prescrivere il dosaggio della sideremia , della transferrina,  della ferritina, nonchè il volume corpuscolare medio (MCV) dei globuli rossi e la conta dei reticolociti

I sintomi che si presentano con maggior frequenza sono:

  • affaticabilità
  • affanno – sensazione di fiato corto
  • tachicardia
  • pallore della cute e delle schere
  • capogiri

Emoglobina bassa e alimentazione: cosa mangiare per aumentarne i livelli e contrastare l’anemia

L’alimentazione è fondamentale per coadiuvare il trattamento farmacologico dell’anemia , che generalmente si basa sulla terapia marziale (ferro) sia per via orale che per via endovenosa, e sull’assunzione di acido folico( es. Lederfolin). Nei casi più importanti o acuti potrà essere necessario praticare delle trasfusioni di sangue , in ambito ospedaliero.

Gli alimenti che contribuiscono ad aumentare i livelli di emoglobina sono:

  • alimenti ricchi di ferro fagioli, lenticchie, fegato di bovino, pistacchi, ceci, uova, piselli, grano saraceno, basilico, rosmarino, spinaci crudi, nocciole secche, cacao amaro in polvere, carciofi, asparagi.
  • alimenti ricchi di acido folico : asparagi, avocado, fragole, legumi, verdure a foglia verde.
  • alimenti ricchi di vitamina B: pesce azzurro, sgombro, sardine, tonno.
  • alimenti ricchi di vitamina C: agrumi, prezzemolo,   peperoni, broccoli, pomodori.

Per mantenere il più possibile inalterate le proprietà degli alimenti sopra citati, è da preferirne il consumo crudo e qualora sia necessaria la cottura optare per la cottura al vapore .