La mononucleosi è una malattia infettiva, di origine virale, molto contagiosa. Il contagio, nella maggior parte dei casi, avviene attraverso la saliva. Proprio per questo motivo è conosciuta come Malattia del bacio. 

Il Virus Epstein-Barr ( EBV ), appartenente alla famiglia degli Herpesviridae è il responsabile della mononucleosi. La trasmissione può verificarsi attraverso uno scambio di saliva diretto (come appunto, un bacio), o indiretto, mediante oggetti entrati in contatto con la saliva di un individuo, come ad esempio bicchieri, spazzolini da denti, mani, posate e giocattoli. Il virus può anche essere trasmesso anche attraverso il contatto diretto con il sangue della persona infetta.

Sintomi della mononucleosi

Il periodo di incubazione del Virus varia dai 10 ai 15 giorni nei bambini e dai 30 ai 40 giorni negli adulti. Spesso, nei bambini, la mononucleosi è asintomatica, mentre negli adolescenti e negli adulti i sintomi più frequenti sono:

  1. Febbre (fino a 39–40)
  2. Linfonodi ingrossati e dolorosi
  3. Aumento delle dimensioni della milza
  4. Stanchezza e malessere
  5. Debolezza fisica
  6. Mal di gola (difficoltà ad inghiottire)
  7. Fotofobia
  8. Nausea
  9. Brividi
  10. Mal di testa
  11. Patina bianca sulle tonsille
  12. Globuli bianchi atipici
  13. Rash cutaneo

Tutti questi sintomi sono dovuti sia all’aumento della produzione dei globuli bianchi, in particolare delle cellule mononucleate (linfociti e monociti), sia alla sostanze che queste ultime producono per spingere l’organismo a combattere l’infezione. Il nome “ Mononucleosi ”, deriva proprio da questa reazione. 

Non tutti i soggetti colpiti dalla mononucleosi manifestano i sintomi della malattia. Coloro che sono in grado di contagiare gli altri senza mai aver avuto alcun tipo di sintomo, viene denominato “portatore sano”. Altri soggetti, invece, sono in grado di trasmettere il virus anche per parecchi mesi dopo la loro guarigione.

Come si cura la mononucleosi?

Dopo la trasmissione, la durata dei sintomi della mononucleosi varia dalle 3 alle 6 settimane. Il senso di spossatezza può perdurare per mesi. Una volta avvenuta la guarigione, il virus resta presente all’interno dell’ospite allo stato quiescente. L’infezione resta quindi allo stato latente con una durata indefinita e può essere riattivata a causa di diversi fattori.

La diagnosi della mononucleosi, viene generalmente fatta attraverso esami del sangue specifici tra cui: l’esame emocromocitometrico (utile a valutare il numero dei globuli bianchi) e l’esame per la ricerca degli anticorpi anti-EBV VCA e anti-EBV EA.

Il soggetto affetto da mononucleosi dovrebbe riposare a letto ed evitare ogni tipo di sforzo fisico per circa 6-8 settimane, sopratutto quando si verifica un ingrossamento della milza. In rari casi, può succedere che la milza si rompa causando delle gravi emorragie interne. In questo caso, ci si recherà al più presto in ospedale, dove un equipe di medici specializzati risolveranno prontamente la situazione.

L’infezione, normalmente si risolve in modo spontaneo, senza particolari conseguenze. Alcune volte però, delle rare complicazioni risultano più gravi della malattia in sé.

Non esiste un farmaco specifico per combattere questo tipo di virus, tuttavia, oltre al riposo assoluto, vengono prescritti farmaci per tenere sotto controllo alcuni sintomi. 

Il paracetamolo e l’ ibuprofene aiutano a tenere sotto controllo i dolori e la febbre. Nessun antibiotico è efficace nel trattamento della malattia. Questi ultimi vengono prescritti solo nel caso in cui si sviluppa un’infezione di tipo batterica (es. polmonite). Infine, possono essere prescritti dei farmaci a base di cortisone nei casi in cui si manifestano: una grave anemia, difficoltà respiratorie causate da tonsille troppo gonfie, problemi cardiaci e problemi che interessano il cervello.

Come prevenire la mononucleosi

Come per tutte le malattie di tipo infettivo, anche la prevenzione è fondamentale per evitare il contagio. Non è necessario isolare il paziente colpito dal virus, in quanto il 90% della popolazione adulta, ha già contratto la malattia nel corso della sua vita e di conseguenza, ne sono immuni.

Il rischio di contagio viene particolarmente ridotto nel momento in cui si segue in maniera adeguata le norme igieniche base. Basterà evitare la condivisione di cibo, bevande, posate e asciugamani. Se si è infetti, è doveroso evitare di baciare altre persone. Infine, per evitare che il virus si riattivi, è fondamentale seguire uno stile di vita sano e attivo.