La fascite plantare è un disturbo che colpisce i piedi ed è molto più comune di quanto si pensi. 

Il dolore alla pianta del piede , che si manifesta prevalentemente al calcagno, è di tipo trafittivo e rappresenta il sintomo principale della fascite plantare. Questo è dovuto all’infiammazione della fascia plantare (o legamento arcuato) una resistente fascia fibrosa che collega il calcagno con la radice delle dita dei piedi.

Il dolore nella fase iniziale è generalmente localizzato alla parte interna del tallone, tuttavia può estendersi all’avampiede fino ad interessare l’intera pianta ad esclusione delle falangi distali delle dita.

Si avverte maggiormente al risveglio quando si poggiano i piedi a terra,o dopo aver stazionato per lungo tempo in piedi, ma anche a seguito di uno sforzo fisico incluse lunghe passeggiate o un’attività sportiva prolungata e intensa.

Cause della Fascite Plantare

Le cause che contribuiscono all’insorgenza della fascite plantare sono molteplici e possono essere così descritte: 

Particolari conformazioni anatomiche del piede, ad esempio piede piatto o piede cavo, che alterano l’equilibrio del carico durante la camminata.

Calzature indeguate, troppo larghe o troppo strette o più semplicemente realizzate con materiale che le rendono troppo rigide o troppo morbide.

Il sovrappeso e l obesità costringono la fascia plantare a sostenere un carico maggiore che con il tempo ne determina l’infiammazione. 

Intensa attività fisica  o sproporzionata rispetto all’allenamento abituale.  Anche chi svolge un lavoro particolarmente attivo o che prevede molte ore in piedi può andare incontro alla fascite plantare.

Sesso  – statisticamente le donne sono i soggetti più a rischio di fascite plantare anche durante il periodo della gravidanza nel quale può manifestarsi dolore acuto al tallone.

Debolezza dei muscoli della gamba, poichè un muscolo che lavora poco e male, sollecita il legamento arcuato in modo disfunzionale.

                                                               

Questa patologia passa attraverso 4 fasi ben definite:


  • fase acuta:  si supera assumendo antinfiammatori, facendo riposare la pianta del piede e praticando lo stretching (far rotolare sotto il piede una bottiglietta di acqua gelata od una pallina da tennis per 10 minuti);                                                   
  • trattamento conservativo:  oltre ai passi descritti sopra, saranno necessari altri accessori e trattamenti fisici;
  • trattamento chirurgico:  si pratica su soggetti affetti da fascite plantare da più di 12 mesi;

Per evitare le ricadute a seguito di intervento chirurgico, è importante ricominciare gradualmente qualunque attività sportiva, fare stretching ed eseguire una terapia riabilitativa finalizzata anche all'apprendimento di una postura corretta affinché il carico venga equamente distribuito sulla pianta del piede.

Per individuare la fascite plantare è necessario rivolgersi ad un ortopedico che vi prescriverà TAC e radiografie, o consultare un podologo per un esame obiettivo del piede. 

Una volta eseguita la diagnosi e su prescrizione medica, un fisioterapista potrà indicarvi gli esercizi di stretching più adeguati. 

                                                              

Se anche voi avete i disturbi sopraelencati, non esitate a rivolgervi ad un esperto per poter iniziare quanto prima le varie terapie per attenuare ed eliminare i disturbi provocati dalla fascite plantare.

Qualcuno di voi soffre di questa patologia? Come l’avete superata? Dateci la vostra opinione e descriveteci la vostra esperienza!