Da uno studio del National Cancer Institute Usa è emerso che chi si dedica all' attività sportiva ha il 7% di probabilità in meno di contrarre malattie cancerose , ma per alcune di esse il rischio crolla del 20%, fino al 42% per quanto riguarda l'adenocarcinoma all'esofago. Unica eccezione rilevante la prostata (+5%).

Ad essere esaminati 1,4 milioni di persone per una media di 11 anni di follow up. Nel corso del tempo sono emersi 186932 casi di tumore e, tra i 26 tipi di carcinoma presi in considerazione, su 13 è stato dimostrato il netto influsso dell'attività fisica. Gli sportivi presentavano una minore incidenza di adenocarcinoma dell'esofago (-42%), tumore al fegato (-27%), al polmone (-26%), al rene (-23%), allo stomaco a livello del cardias (-22%), all'endometrio (-21%), di leucemia mieloide (-20%), di mieloma (-17%), di tumore al colon (-16%), a testa/collo (-15%), al retto (-13%), alla vescica (-13%), al seno (-10%). Per di più, nei casi di carcinoma al polmone e all'endometrio, lo sport è risultato più protettivo verso i soggetti in sovrappeso ed obesi .

Le uniche due eccezioni allo studio sono state il melanoma maligno (+27%) e il tumore alla prostata (+5%), ma nel primo caso il demerito non è dello sport, quanto dei raggi UV a cui erano sottoposti i casi presi in considerazione dallo studio (Stati americani molto soleggiati).

Pierfranco Conte, professore di Oncologia all'Università di Padova, conferma le evidenze dello studio: "Un sano stile di vita è un fattore determinante per quanto riguarda la protezione dal rischio di ammalarsi di tumore" .

Non è chiaro, invece, il meccanismo attraverso il quale lo sport agisca in maniera così benefica sul nostro organismo. 

Tra le ipotesi c'è il fatto che, chi pratica attività fisica, solitamente sta anche più attento alla dieta. Sicuro invece il fatto che lo sport abbia un effetto positivo sul sistema endocrino (e quindi sulla produzione di ormoni e sul sistema immunitario).

Ovviamente, scoprire le modalità precise con cui tutto ciò accade e sapere qual è la "dose" giusta di sport da fare, aiuterebbe anche la scienza a comprendere nuovi precisi bersagli molecolari di trattamento. 

Paolo Marchetti, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Ospedale Sant'Andrea di Roma, spiega che "secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, una percentuale che varia dal 9 al 19% i tutti i tumori è attribuibile proprio alla mancanza di movimento ". 

In chiusura, quali sono le attività fisiche più benefiche? Soprattutto le attività aerobiche , quindi corse , passeggiate , percorsi in bicicletta e via dicendo. Per ridurre l'insorgenza di tumori l'OMS raccomanda attività fisica moderata-intensa almeno 5 volte a settimana per 30-60 minuti

Ora sta a voi: armatevi di buona volontà e correte ad affrontare il vostro sentiero preferito, ne guadagnerete in salute !