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Alzheimer consigli per i famigliari

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L’Alzheimer è una malattia degenerativa che non riguarda solo la persona malata, ma coinvolge tutto il nucleo familiare che, soprattutto durante le prime fasi, si sente smarrito, confuso ed impotente. L’Alzheimer è una malattia molto lunga, che può trascinarsi per diversi anni, e durante questo periodo la famiglia passa dallo stato di smarrimento a quello in cui prevalgono senso di rabbia e impotenza nel non poter far nulla per arginare la malattia. Vedere un proprio caro spegnersi letteralmente, annullare la persona che era per diventare un individuo del tutto insufficiente, porta nell’animo del congiunto una ferita profonda che sanguina continuamente. Si cerca quindi di sopperire alle mancanze del familiare arrivando dove lui non può più, cercando di mantenere allo stesso tempo il medesimo ruolo all’interno della famiglia, svolgendo gli stessi compiti assunti prima che la malattia varcasse l’uscio di casa. Si arriva quindi ad un punto in cui chi assiste il malato di Alzheimer è al limite delle proprie possibilità e si avvicina al punto di avere un vero e proprio crollo, sia fisico che mentale. Evitare che ciò avvenga è fondamentale affinché il familiare riesca ad accompagnare il malato di Alzheimer, lungo tutto il percorso della malattia, nel migliore dei modi. Ecco di seguito alcuni consigli di “sopravvivenza” per chi sta accanto.

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Accettare la malattia

In primis è necessario accettare la malattia per quello che è. Ovvero comprendere che non ci sarà un minimo miglioramento e che anzi ogni giorno il malato di Alzheimer si allontanerà sempre più dalla persona che era. Non sarà più autosufficiente e dipenderà in tutto e per tutto da chi gli sta accanto. Oltre ad accettare la malattia sarà necessario accettare i propri limiti ed il fatto che non ci si potrà annullare del tutto vivendo in funzione del malato.


Gioire di ciò che ancora c’è

Riuscire ad apprezzare quello che ancora di buono c’è e che la malattia non si è portato via, da un senso di sollievo nella persona che sta accanto. È bene quindi apprezzare il fatto che il malato riesca ancora a fare qualcosa in maniera autosufficiente, come ad esempio lavarsi da solo.

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Dividere i compiti

Prendersi cura di una persona malata di Alzheimer assorbe molto tempo, per questo è necessario che i compiti sia per ciò che riguarda le cure del malato, che per ciò che concerne il menage familiare. É bene per questo motivo non esitare a chiedere aiuto agli altri componenti della famiglia o a personale specializzato. L’enorme peso che riveste l’occuparsi di un malato di Alzheimer, se diviso, è molto più sopportabile.


Organizzare tempi e spazi

Abituati alla vita frenetica di ogni giorno, in cui il tempo scorre veloce ed è ottimizzato al massimo, si viene catapultati in una dimensione, quasi ovattata, in cui le ore scorrono lente. Pertanto è necessario organizzare il tempo della giornata seguendo i ritmi rallentati del malato, e l’unica arma a disposizione per far ciò è la pazienza. Di pari passo vanno riorganizzati gli spazi di casa affinché i movimenti del malato siano agevolati ed ogni fonte di stress sia evitata.


Chiedere aiuto

Punto fondamentale è quello di capire ed accettare i propri limiti e chiedere di conseguenza aiuto a persone specializzate. È questa una tappa fondamentale perché vi è la comprensione che se ci si lascia aiutare non si fa alcun torto al congiunto. Solitamente infatti si è portati a voler donare al congiunto malato anima e corpo pur di non fargli mancare nulla. Lasciarsi aiutare da centri diurni specializzati, da psicologi o geriatri non vuol dire abbandonare il malato, ma significa bensì risparmiarsi per migliorare la qualità del tempo che si trascorre con lui.

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