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5 campanelli di allarme che ci avvisano che nel sangue non c’è abbastanza ossigeno

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L’ossigeno è uno degli elementi più abbondanti nell’universo ed è indispensabile – inutile dirlo – alla sopravvivenza di tutti gli esseri viventi.

Ogni specie animale è dotata di un apparato che consente loro di introdurre nell’organismo, attraverso la respirazione, le molecole di ossigeno e garantire così agli organi e ai tessuti lo svolgimento delle loro funzioni vitali.

Vi sono alcune situazioni, tuttavia, che impediscono a questo naturale processo di attuarsi in maniera fisiologica generando disturbi di diversa entità. 

Le cause possono essere acute, quando cioè si verifica ad esempio una ostruzione delle vie aeree dovuta all’ingestione di corpi estranei, o successive a traumi del torace laddove è presente una lesione polmonare da schiacciamento o da perforamento pleurico a seguito di fratture costali, oppure in presenza di embolia polmonare, edema polmonare o altro.

Tali circostanze necessitano di un intervento immediato da parte di personale medico.

L’ipossia (diminuzione della quantità di ossigeno che circola nel sangue)  tuttavia nella maggiorparte dei casi è dovuta a patologie respiratorie croniche come ad esempio la BPCO ( broncopatia cronica ostruttiva) e determina significative ripercussioni sullo svolgimento di tutte le funzioni organiche.

Come capire se il sangue è abbastanza ossigenato?

Per stabilire clinicamente se la quantità di ossigeno che circola nel sangue raggiunge livelli fisiologici, è possibile avvalersi di alcuni esami, tra i quali ricordiamo l’emogas che permette al medico di valutare diversi parametri, non solo quindi la quantità di ossigeno, ma anche i livelli di anidride carbonica, dei bicarbonati (sistemi tampone) e del PH del sangue per scongiurare l’eventuale rischio di acidosi respiratoria.

Esistono però alcuni segnali che possono metterci in guardia da una situazione di ipossiemia, al fine di rivolgersi al proprio medico per stabilirne le eventuali cause.

Vertigini e debolezza

Nel caso in cui l’ossigeno presente nel sangue subisce una diminuzione, è comune avvertire un senso di debolezza, fino allo svenimento nei casi più importanti, e la presenza di vertigini e annebbiamento della vista. Generalmente questa sintomatologia si manifesta in seguito ad uno sforzo fisico. La debolezza è dovuta al fatto che il muscolo per mantenersi trofico ha bisogno di essere costantemente ossigenato, tuttavia affinchè la debolezza muscolare possa essere attribuibile ad uno stato di ipossia deve essere accompagnata da una difficoltà respiratoria. 

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Stanchezza cronica

L’affaticamento cronico è un sintomo spesso legato ad una diminuzione dell’apporto di ossigeno. Quando la quantità di ossigeno introdotta nell’organismo è inferiore ai livelli fisologici, gli scambi gassosi avvengono con maggior difficoltà e questo determina un inevitabile aumento della concentrazione di anidride carbonica che al contrario dovrebbe essere eliminata durante la fase di espirazione respiratoria.

Tachicardia

L’aumento della frequenza cardiaca può avere diverse cause, spesso per fortuna benigne, legate normalmente a situazioni di ansia e stress. Se però la tachicardia si manifesta indipendentemente può indicare una carenza di ossigeno circolante, che il cuore cerca di sopperire lavorando più velocemente, al fine di garantire l’ossigenazione a tutti i distretti del corpo.

Dispnea

La difficoltà a respirare e la sensazione di ’fame d’aria’ è un segnale indicativo che si manifesta in stato di riposo, non è cioè successiva ad uno sforzo fisico o ad attvità sportive. Informa subito il tuo medico di fiducia.

Mal di testa e stato confusionale

Sono molte le persone che soffrono di cefalea e non sempre questa è legata ad un insufficiente apporto di ossigeno. Se però si manifesta accompagnata da uno stato confusionale , il mal di testa potrebbe essere un sintomo indicativo che non va mai trascurato.

Il cervello come sappiamo è un organo che ha bisogno di un apporto costante di ossigeno, e se il processo respiratorio non funziona correttamente, le tossine che normalmente vengono eliminate si accumulano nel flusso sanguigno mentre la carenza di ossigeno determina una vasodilatazione che può causare emicranie di tipo vascolare.

Se noti la presenza di anche uno di questi sintomi chiedi consiglio al tuo medico, lui saprà certamente cosa fare per diagnosticare eventuali patologie respiratorie e prescriverti la terapia più appropriata.

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