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Insulino resistenza: sintomi, cause e dieta consigliata

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insulino resistenza
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Per insulino resistenza, o sindrome Metabolica, si intende, in ambito medico, una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare. Essa comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che favoriscono lo sviluppo e il progredire di una malattia.

Questi fattori sono spesso correlati allo stile di vita della persona (peso eccessivo, vita sedentaria) o a situazioni patologiche pre-esistenti. L’insulino resistenza colpisce un’elevata percentuale della popolazione a livello mondiale, principalmente d’età avanzata.  Gli studi svolti confermano che, gli individui colpiti dalla sindrome metabolica, se non cambiano drasticamente il loro stile di vita, hanno un tasso di mortalità decisamente alto.

Insulino resistenza cause

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Alcuni fattori specifici possono portare allo sviluppo di questa condizione.

Le cause dell’insulino resistenza:

  • essere in sovrappeso o obesi;
  • avere una dieta ipercalorica, una dieta ricca di carboidrati o ad alto contenuto di zuccheri;
  • avere uno stile di vita sedentario;
  • assunzione di alte dosi di steroidi per un lungo periodo di tempo;
  • essere sempre sotto stress;
  • essere affetti da malattia di Cushing o malattia dell’ovaio policistico.

Gli studiosi hanno osservato che l’insulino resistenzasi verifica nelle persone che hanno:

  • alti livelli di insulina circolanti nel sangue;
  • eccessivo grasso immagazzinato nel fegato e nel pancreas;
  • elevati livelli di infiammazione.

Insulino resistenza sintomi

Inizialmente ,la resistenza all’insulina non presenta particolari sintomi. Questi ultimi cominciano a comparire solo quando portano a effetti secondari. Quando questo accade, i sintomi possono includere:

  • Letargia (stanchezza e sonnolenza);
  • Fame;
  • Difficoltà a concentrarsi.

Altri segni che appaiono spesso nelle persone con insulino resistenza includono:

  • Aumento di peso (soprattutto sotto forma di grasso della pancia);
  • Ipertensione arteriosa;
  • Elevati livelli di colesterolo LDL.

Se la resistenza all’insulina si trasforma in pre diabete o diabete di tipo 2, i sintomi includeranno un aumento dei livelli di glucosio nel sangue.

Non esistono però sintomi specifici capaci di segnalare la presenza dell’insulino resistenza. Quindi, per diagnosticarla, è necessario sottoporsi a un test di tolleranza al glucosio con insulinemia o curve di glucosio e insulina.

Per diagnosticare con esattezza la resistenza all’insulina sono necessarie quindi delle tecniche sofisticate, che determinano l’uso del glucosio indotto a livello sperimentale dell’iperinsulemia.

Insulino resistenza dieta consigliata

Nel trattamento dell’ insulino resistenza è spesso utile una perdita di peso, anche modesta. È raccomandato alimentarsi con cibi ricchi di nutrienti, ma poco calorici, meglio se di origine vegetale: frutta e verdura più volte al giorno e legumi in sostituzione della carne.

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Un’altra valida alternativa alla carne è il pesce, soprattutto quello azzurro, ricco di omega-3. Anche i cereali (pasta, riso e pane) potranno essere assunti quotidianamente, ma con moderazione.

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Piccole quantità di olio d’oliva, noci e mandorle garantiranno l’ottimale apporto di grassi. Latte e derivati, soprattutto magri (lattescremato, yogurt magro, ricotta, ecc.), non vanno esclusi. Essi aiutano a mantenere sotto controllo la pressione arteriosa.

Cosa evitare?

Gli alimenti ricchi di grassi favoriscono l’instaurarsi di un eccesso ponderale. Tra questi ci sono i dolci, gli insaccati, i piatti conditi con olio e burro troppo abbondanti.

I prodotti da forno industriali, quali fette biscottate, crackers, grissini e biscotti, sono notevolmente più calorici del pane e contengono grassi che aumentano il colesterolo LDL.

Le carni rosse (bovino, suino,cavallo) e quelle conservate (salumi) favoriscono le malattie cardiovascolari. Vanno infatti sostituite con legumi, pesce o formaggio. Il formaggio, se assunto in quantità eccessive, provoca un aumento del colesterolo.

Le bevande zuccherate (bibite gassate, thè zuccherato, succhi di frutta) apportano zuccheri semplici che favoriscono l’aumento di peso e l’innalzamento dei trigliceridi plasmatici.

Le bevande alcoliche hanno un elevato contenuto calorico e aumentano la trigliceridemia. Il sale da cucina e gli alimenti salati (salumi, alimenti in scatola, ecc.) favoriscono l’innalzamento della pressione arteriosa.

L’importanza dell’attività fisica

L’attività fisica regolare ha un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento della sindrome metabolica. Essa migliora tutte le alterazioni che la caratterizzano. Fare attività fisica:

  • aumenta il dispendio calorico, favorendo la perdita di peso;
  • favorisce l’utilizzo del glucosio, facilitando l’azione dell’insulina e riducendo la glicemia;
  • riduce i trigliceridi e il colesterolo LDL;
  • aumenta il colesterolo HDL;
  • abbassa la pressione arteriosa.

È preferibile svolgere attività fisica di tipo aerobico. Come lunghe passeggiate, ciclismo, la corsa e il nuoto. Per quanto concerne durata e frequenza, è consigliata almeno un’ora al giorno da svolgere regolarmente quasi tutti i giorni.

Piccoli accorgimenti quotidiani, come salire le scale a piedi invece di usare l’ascensore, possono contribuire a farci prevenire alcune situazioni patologiche.

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