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Palpitazioni notturne e tachicardia: cause e rimedi dei risvegli improvvisi

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Palpitazioni notturne: cosa sono

I battiti irregolari che disturbano il sonno sono accelerazioni cardiache che possono metterci in allarme: le palpitazioni notturne danno la sensazione di avere il cuore in gola, nonostante il corpo non sia impegnato in attività fisiche importanti. Scopriamo le cause più comuni su cui possiamo poter agire.

La psiche e le palpitazioni notturne

Una delle cause più comuni di pulsazioni notturne è data dall’influenza della psiche sul nostro organismo. Ansia e stress scatenano tensione nel corpo e creano una quantità maggiore di adrenalina nel sangue che fa accelerare la frequenza cardiaca

Durante la fase di sonno, il nostro sistema nervoso è in stato neurovegetativo e dunque il nostro battito cardiaco è rallentato, ma l’aumento di adrenalina rompe questa dinamica creando palpitazioni che disturbano il sonno.
Questo tipo di pulsazione notturna non è però pericolosa, ma sarebbe meglio limitare situazioni stressanti, cercando momenti in cui riuscire a staccare la spina. 

Un altro consiglio è quello di allontanare dalla routine quotidiana almeno qualche ora a settimana smartphone e computer. A seguito di risvegli improvvisi si consiglia comunque di bere acqua a temperatura ambiente o di utilizzare rimedi naturali come camomilla o valeriana.

Le pulsazioni notture causano risvegli improvvisi durante il sonno

copyright: GBALLGIGGSPHOTO/Bigstock

Lo stile di vita e e le palpitazioni notturne

Le aritmie notturne possono sopraggiungere anche a causa di uno stile di vita non corretto, ad esempio abusando di alcol, nicotina, caffeina o anche droghe. La digestione, inoltre è un’attività dell’organismo che richiede grossi afflussi di sangue verso l’apparato digerente. 

L’assunzione frequente cibi pesanti come per esempio quelli di origine animale o cibi grassi e fritti, determina un lavoro complesso all’organismo e costringe conseguentemente il cuore a pompare una maggior quantità di sangue. 

In questi casi è bene stimolare la digestione con acqua e limone o bicarbonato e provare a camminare un po’. 

Sarà inoltre possibile rimediare a questo tipo di palpitazione notturna facendo attenzione alla propria dieta, cercando di consumare piatti impegnativi solamente a pranzo, meglio se in poche occasioni. Si consiglia inoltre di consumare la cena diverse ore prima di coricarsi e limitare fortemente l’assunzione di alcol, caffeina e nicotina.

Lo stress e l'ansia creano adrenalina ed accelerazioni del battito cardiaco

copyright: avector/Bigstock

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Le pulsazioni notturne e il caldo

D’estate, quando le temperature cominciano ad alzarsi e il tasso di umidità diventa elevato, anche il corpo ne subisce le conseguenze.

L’effetto del caldo sul corpo, infatti, provoca una vasodilatazione che viene compensata attraverso l’aumento della frequenza cardiaca.
Premettendo che la temperatura ottimale per il nostro organismo è intorno i 18-22 gradi con un tasso di umidità di circa 45%, anche in questo caso possiamo fare qualcosa. 

Le palpitazioni notturne possono essere combattute cercando di rendere migliori le condizioni ambientali della camera da letto, utilizzando umidificatori e condizionatori o magari cercando di spostare, nel limite del possibile, il letto in una zona più fresca della casa. Un altro utile rimedio per il caldo è anche quello di bagnarsi spesso polsi e tempie con acqua fredda.

Bisogna distinguere le palpitazioni notturne dalla tachicardia

copyright: AndreyPopov/Bigstock

Come riconoscere la tachicardia

Quando ci si risveglia avvertendo pulsazioni notturne è il caso di rimanere calmi, respirare e capire se i battiti del cuore sono effettivamente più di 100 al minuto: in quel caso si tratta di tachicardia ed è bene consultare subito un medico, soprattutto se a questo fenomeno si associa un generale senso di oppressione e mancanza di respiro. 

Quando le palpitazioni notturne persistono per periodi lunghi, disturbando frequentemente il sonno è necessario effettuare delle indagini approfondite. In questi casi è opportuno rivolgersi al proprio medico che, a seguito di accertamenti potrà prescrivere le cure più appropriate.

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