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Sintomi gravidici: quali sono dal primo al nono mese

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sintomi gravidici
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Sapere cosa sono i sintomi gravidici, quali sono dal primo al nono mese, è importante per una futura mamma al fine di vivere al meglio questo momento molto importante della sua vita. Attendere un figlio è infatti un’esperienza unica, ma comporta molti cambiamenti nel corpo femminile.

Conoscere esattamente quali sono i primi sintomi di gravidanza aiuta a capire se si è incinta. Per tutti i nove mesi di gestazione, però, si avvertiranno sintomi della gravidanza che potrebbero allarmare. Solo sapendo cosa rientra nella norma sarà possibile vivere serenamente uno dei momenti più emozionanti nella vita di una donna.

Sintomi gravidici: dal primo al terzo mese

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I primi sintomi di gravidanza, in realtà, sono molto soggettivi e variano da donna a donna. Ce n’è uno inequivocabile, che è il segno del fatto che si è rimaste incinta dopo un rapporto sessuale, ovvero l’amenorrea.

L’amenorrea è l’assenza di mestruazioni. Può essere causata da svariati fattori, ma è il più chiaro tra i primi sintomi di gravidanza. Una volta che lo spermatozoo si è impiantato nell’ovulo, infatti, il corpo femminile usa tutte le sue risorse per nutrire la nuova vita che sta iniziando.

Inoltre, alcune donne avvertono fin dalle primissime settimane altri fastidi. Mal di testa, pancia gonfia, stanchezza e nausea sono i sintomi della gravidanza nei primi giorni. I cambiamenti ormonali infatti creano alcuni squilibri che mano a mano si ricompongono, ma che possono causare una sensazione di malessere generale nella futura mamma.

Le celebri nausee mattutine sono uno dei più evidenti sintomi di gravidanza delle prime settimane, ma non sono comuni a tutti le donne. Alcune non ne soffrono mai. Altre invece le avvertono fin dai primi giorni e smettono di soffrirne solo intorno alla ventesima settimana di gravidanza. In genere scompaiono entro il terzo mese.

Solo se queste nausee sono talmente gravi da impedire di trattenere qualunque cosa si mangi è necessario rivolgersi al ginecologo. Altrimenti sono del tutto normali, così come alcuni cambiamenti nel senso del gusto. Una neo mamma potrebbe infatti cominciare a provare desiderio di alimenti che prima nemmeno avrebbe preso in considerazione.

Un altro sintomo che si potrebbe avvertire entro i primi tre mesi e che potrebbe destare preoccupazione sono le cosiddette perdite da impianto. Si tratta di piccole tracce di sangue che si possono trovare sulla biancheria e che potrebbero far temere un aborto.

Se non sono abbondanti ma restano a livello di spotting, sono assolutamente normali. Ci si deve preoccupare sono se diventano eccessive e soprattutto se non smettono dopo un po’. Altrimenti sono solo l’indizio che l’embrione si sta accomodando nell’utero per cominciare a crescere.

Sintomi gravidici: dal terzo al sesto mese

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I sintomi più fastidiosi in genere spariscono quando si sono superati i primi tre mesi di gravidanza, che sono anche i più pericolosi in termini di un possibile aborto. A partire dall’inizio del quarto mese di gestazione si potrebbero invece cominciare a notare altri cambiamenti nel corpo.

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La pancia comincia a crescere; il seno si ingrossa e anche i capezzoli cambiano dimensioni e colore. Questo accade fin dalle prime settimane, ma a questo punto sono tutti segni molto più evidenti. Il mal di testa in gravidanza è tipico delle primissime settimane, quindi a questo punto dovrebbe scomparire.

Invece potrebbero farsi più frequenti le contrazioni, segno che l’utero si sta espandendo per far posto al feto che diventa più grande. Quindi non ci si deve preoccupare se i dolori al basso ventre diventano quasi una costante. In questo arco di tempo, inoltre, il peso della mamma aumenta, quindi va tenuto sotto controllo affinché non ecceda i limiti consentiti.

Si potrebbe soffrire di stitichezza e di emorroidi; molto meno frequente è la diarrea in gravidanza.

Sintomi gravidici: dal sesto al nono mese

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Dopo 26 settimane dall’inizio della gravidanza si entra ufficialmente nel settimo mese e inizia il periodo in cui si può correre il rischio di un parto prematuro. Da questo momento la mamma soffre sempre di più di mal di schiena, perché il feto ingrandisce a vista d’occhio.Inoltre è in questa ultima fase che inizia la produzione del colostro. Si tratta di un liquido giallo che fuoriesce dai capezzoli, preludio al latte materno. Dunque tutto nella norma.

Mano a mano che ci si avvicina al termine previsto per il parto, la pancia si fa più grande e si può sentire il bambino che si sposta per prepararsi ad uscire. Uno dei segnali più evidenti che il momento del parto si avvicina è la perdita del tappo mucoso, il quale si forma al collo dell’utero all’inizio della gravidanza e viene espulso dal corpo qualche giorno o settimana prima del parto.

La rottura delle acque precede di 24 o 48 ore l’inizio del travaglio. Si tratta del segnale che il sacco amniotico si è rotto, quindi il liquido contenuto al suo interno, che fino a quel momento ha protetto il bambino, fuoriesce. Può anche essere leggermente striato di sangue.

Ancora una volta, non  ci si deve spaventare: tutto è nella norma. Di lì a poco, si potrà stringere tra le braccia la creatura che per nove mesi si è cullata in grembo!

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