Menù

Sonniloquio: perché parliamo nel sonno?

Shares
Read Carefully

Il sonniloquio o il parlare nel sonno è una parasonnia (cioè un disturbo del sonno), diffusa sopratutto in età infantile e più raramente in età adulta. Normalmente, chi parla durante le ore di sonno, al suo risveglio, non ne è a conoscenza (a meno che non sia qualcuno a dirglielo). 

Questa parasonnia può insorgere sia nella fase meno profonda del sonno (fase REM), che in quella più profonda (fase NREM). A seconda del momento della notte in cui il sonniloquio ha luogo, l’individuo parla in modo differente. Se il sonniloquio avviene durante la fase REM, il soggetto, generalmente proferisce frasi di senso compiuto. Al contrario, nella fase NREM, solitamente, i “discorsi” sono caratterizzati da borbotii, suoni indistinti e difficili da capire.

Il sonniloquio, di solito, insorge assieme ad altre parasonnie: il sonnambulismo (quando il soggetto passeggia nel sonno), il bruxismo (l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti) o il pavor nocturnus (chiamato anche terrore notturno).

Cause del sonniloquio

Il sonniloquio si verifica perché, anche se stiamo dormendo, il nostro cervello continua ad elaborare pensieri inconsci, a prescindere dal fatto che stiamo sognando o meno.

Tra le principali cause del sonniloquio c’è il cosiddetto disturbo comportamentale del sonno REM e il pavor nocturnus. Ambedue i disturbi si manifestano con dialoghi, urla, risate, parolacce, gesticolazioni, sino ad arrivare a gesti violenti come calci, pugni, corse e fughe imitate nel letto, mentre si dorme.

Altri fattori che possono provocare il sonniloquio sono: stress emotivi, stanchezza fisica, depressione, febbre, disturbi mentali, abuso di sostanze stupefacenti e alcune terapie farmacologiche.

Chi parla nel sonno?

Moltissime sono le persone che parlano nel sonno. Il sonniloquio è uno dei disturbi più frequenti nei bambini. Secondo le ricerche, nei bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni, il 50% manifestano questo tipo di disturbo. Negli adulti, questo disturbo si manifesta solo nel 5% dei casi.

Rimedi per il sonniloquio

Nel caso in cui, questo tipo di disturbo si manifesta in età adulta ed è accompagnato da paura intesa, grida, comportamenti violenti o interferisce con la qualità e la quantità del sonno, è assolutamente consigliato rivolgersi ad uno specialista del sonno. Se invece il disturbo si presenta in età infantile, è bene rivolgersi al pediatra, che vi consiglierà la soluzione migliore.

Non esistono test per diagnosticare questo disturbo, il medico potrebbe però scegliere di effettuare alcuni esami,attraverso la polisonnografia, per indagare sulla qualità del sonno. La polisonnografia è un test indolore, che serve a registrare i parametri fisiologici durante la notte. Quest’ultimo permette di individuare alcuni disturbi del sonno (es. apnee notturne).

Come si cura il sonniloquio?

Non esistono dei trattamenti specifici per “guarire” dal sonniloquio, solo nei casi più gravi, si ricorre a dei farmaci specifici. Il miglior rimedio è quello di cambiare alcune abitudini di vita. Bisogna cercare di ridurre al minimo stress e ansie, praticando magari yoga o tecniche diverse di rilassamento. Andranno evitate completamente bevande eccitanti, alcool e droghe prima di andare a dormire. Infine, bisognerà creare il giusto ritmo di sonno-veglia, dormendo almeno 8 ore per notte. 

Alcuni esperti, inoltre, raccomandano di tenere un diario del sonno (per almeno 3 settimane), dove bisognerà descrivere le abitudini che definiscono il  proprio riposo notturno, cercando di determinare alcuni comportamenti o episodi che causano il sonniloquio.



Loading...
Advertisement
Top