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Stress da lavoro è una malattia? Quali sono i sintomi?

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Si parla spesso di stress da lavoro correlato e sono molte le domande che ci si pone, per capire se è una malattia o semplicemente un fattore psicologico senza importanza.

Scopriamo insieme che cos’è e come la legge tutela tale patologia.

Stress da lavoro correlato: che cos’è

Lo stress da lavoro correlato si presenta quando la vita viene investita da scadenze, ritardi, pressione da parte dei responsabili e piccoli diverbi con familiari e colleghi; tutto questo porta ad un allontanamento volontario dal lavoro nonché alcuni sintomi evidenti e allarmanti.

Le prime sensazioni che si manifestano sono un senso di ansia da prestazione, pressione alta e agitazione accompagnati da forte sudorazione e voglia di scappare. In molti casi lo stress da lavoro è da correlare ad una richiesta superiore alle proprie capacità o ad un atteggiamento poco positivo da parte dei datori di lavoro con conseguenze sociali e fisiche.

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Secondo una recente ricerca, questa condizione interessa – solo in Europa – un lavoratore su tre con conseguenze per l’azienda tradotte in assenteismo – ritardi e svolgimento non corretto dei compiti, con una totale perdita economica da non sottovalutare. Il vero problema dei nostri tempi è che, la maggior parte delle persone afflitte da tale patologia, tendono a non dichiararla nascondendosi dietro a psicofarmaci o tranquillanti per affrontare meglio la giornata.

L’Università Bocconi di Milano ha effettuato uno studio in merito, dimostrando che sulle donne il problema è molto più grave: infatti lo stress è portato anche dai sensi di colpa e incapacità di conciliare famiglia con il lavoro. Stesso discorso vale per chi fa la mamma a tempo pieno, che si ritrova a dover fronteggiare altri tipi di problemi e sensi di colpa per il fatto che non contribuisce economicamente svolgendo un lavoro a tempo pieno.

Stress da lavoro correlato: sintomi

Lo stress da lavoro sintomi si possono dividere, secondo i professionisti del settore, in quattro aree differenti:

  • Lavorativo: con infortunio, malattia, difficoltà a relazionarsi con i colleghi e capi così da creare conflitti all’interno della struttura stessa. Da aggiungere anche lo scarso rendimento e assenteismo nelle ore piene di lavoro;
  • Comportamentale: con isolamento, mancanza di autostima, aumento del consumo di alcolici – caffè e sigarette, conflitti con sconosciuti e impazienza. In altri casi si manifestano anche insicurezze personali;
  • Psicologico: mancanza di attenzione, stanchezza, depressione, cattivo umore accompagnati da vittimismo, pianto e attacchi di panico improvvisi;
  • Fisico: mancanza di appetito, problemi all’apparato cardiocircolatorio, problemi dermatologici.

Tutte le persone che hanno – almeno una volta nella vita – subito lo stress da lavoro si saranno rese conto che questi sono i sintomi più evidenti. Nella maggior parte dei casi questi portano al sentirsi inadeguati in qualsiasi situazione, sino a licenziarsi: la scelta dovrebbe essere differente, in quanto curabile e gestibile nel migliore dei modi.

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La tutela da parte della legge

Per la malattia stress da lavoro quanti giorni si possono prendere? E’ bene evidenziare che dal 2009 è obbligatorio da parte delle aziende valutare lo stress da lavoro correlato dei dipendenti, attraverso l’aiuto di specialisti del settore.

I diritti dei lavoratori – quindi – sono gestiti garantendo una diagnosi da parte di professionisti lontani da fonte di stress e per limitare i danni personali nonché aziendali. Le linee guida a disposizione dei datori di lavoro sono precise, aiutando così nella comprensione di questa malattia molto particolare al fine di riconoscerla e affrontarla nel migliore dei modi.

Un dipendente scontento attua un effetto domino sconcertante e molto pericoloso, da fermare e curare nell’immediato con tutti gli strumenti possibili.

Stress da lavoro correlato: cosa fare

Stress da lavoro cosa fare? Le persone che sono convinte di essere state colpite da stress da lavoro correlato dovrebbero fermarsi e comprendere quanto segue:

  • Se è il luogo di lavoro il vero problema o se è solamente una scusa per non affrontare la propria vita privata;
  • Se i sintomi sono quelli sopra esposti oppure ci sono altre problematiche che si tende a nascondere. Focalizzando i propri problemi si potrebbe anche arrivare a parlare direttamente con il capo e gestire la situazione nel miglior modo possibile;
  • Se una volta terminato il lavoro si stacca la spina o si continua a pensare a quanto fatto. Spesso, quando le condizioni di lavoro sono difficili, si tende a passare tutta la notte rimuginando le esperienze negative facendo di ogni situazione un vero e proprio problema

Se a tutte queste riflessioni si risponde positivamente, constatando un inadeguamento continuo il consiglio è quello di affrontare il problema con un professionista del settore. Chiedere anche aiuto alle persone più vicine, senza aver timore di un fallimento e cambiare la propria alimentazione; non solo, utile è anche stimolare fisico e mente praticando uno sport che potrebbe essere lo yoga oppure il crossfit (diversi tra loro ma di grande aiuto).

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